Data e menu della Cena Natalizia Camerano Bianconera

Camerano, 4 dicembre 2018 – Il giovane Circolo Camerano Bianconera, è nato il 10 marzo 2017, ha fissato la data e il menu per la Cena Natalizia. Per i tantissimi soci, un modo simpatico e divertente per scambiarsi gli auguri in un clima dal sapore tutto juventino.

Il convivio si terrà venerdì 14 dicembre dalle ore 20.30 presso il ristorante Da Saverio in Via Pacinotti 12. E siccome per l’occasione ci si riunisce per mangiare e stare insieme, senza partite da guardare e tifare dell’amata “vecchia signora”, la cena è aperta anche ai non soci.

Camerano – L’affollato circolo Camerano Bianconera durante una partita di cartello della “vecchia signora”

Questo il menu:

Tagliatelle al ragù

Arrosto misto (vitello, pollo, maiale)

Patate arrosto ed insalata

Dolce Panna Cotta e Cioccolato

Acqua, vino, bibite e caffè

Il tutto al costo di 20 euro a persona.

Per info e prenotazioni, si accettano fino a giovedì 13 dicembre, contattare Nicola: 338 – 6715561.

Gli organizzatori, che tengono le bocche cucite e non si sbilanciano minimamente sul programma della serata, promettono giochi e intrattenimento per i bambini che avranno a disposizione un’animatrice. Ma ci saranno tanti regali e sorprese anche per gli adulti. A tal proposito, un consiglio a chi interverrà: sarà buona cosa ripassarsi la storia della Juve, perché…


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

IO STO COI PASTORI SARDI!

22 febbraio 2019 – Produrre un litro di latte ovino costa più di 0,60 euro. Le industrie casearie che comprano il latte dai pastori sardi – ma pure da quelli laziali, calabresi e siciliani – per trasformarlo in formaggio, lo pagano 0,60 euro al litro: meno di quanto costa produrlo. Ha senso? No. Così, non c’è da stupirsi se una mattina Gavino, Efisio e compagni decidono di prendere il loro latte ovino appena munto e di gettarlo per strada. Una protesta forte, disperata, perché venderlo a quella miseria di prezzo non gli conviene più.

Per un pastore, gettare a terra il latte prodotto dalle sue capre è come tagliarsi le vene e lasciarsi morire dissanguato. Un gesto estremo, un atto di guerra vero e proprio nei confronti dei cartelli industriali – sordi, avidi e menefreghisti – che pensano soltanto al proprio profitto e non guardano in faccia nessuno. Un cartello strafottente, per giunta, perché decide di non presentarsi neppure al tavolo della mediazione messo in piedi dal Governo per conciliare un nuovo prezzo con i pastori.

Un cartello oltretutto scorretto, perché quando resta privo del latte ovino sardo – necessario alla produzione del pecorino romano made in Italy – il latte se lo va a prendere in Romania. Fuori da un protocollo che per poter apporre la scritta “made in Italy” sull’etichetta del formaggio, prevede tassativamente il latte sardo.

Per tutto questo, e qualcosa d’altro, io sto con i pastori sardi. E sono disposto a pagare qualche euro al chilo in più il pecorino romano, se questo serve a non far morire la pastorizia. Alla peggio, se non me lo posso permettere, ne mangerò meno. E lo gusterò con maggior piacere.

Oggi, purtroppo, in Italia va così. Ma va così anche in Olanda, Inghilterra, Germania… Tanto da domandarsi se davvero vale la pena aver fatto quest’Europa Unita, e aver aperto le frontiere al mercato globale. Perché il problema del latte ovino dei pastori sardi, è lo stesso problema dei produttori di arance e clementine, di pomidoro, di olive, di uva e mele che, per raccogliere i loro prodotti, sono costretti ad utilizzare il caporalato e rendere letteralmente schiavi i raccoglitori: extracomunitari pagati 25 euro al giorno per dodici ore di lavoro.

Pensiamoci, noi consumatori, quando mettiamo in tavola il cesto della frutta o grattugiamo estasiati il pecorino romano su un piatto di amatriciana. Dietro questi prodotti ormai alla portata di tutti, c’è un cartello industriale o della grande distribuzione che per profitti enormi ce li mette a disposizione affamando e schiavizzando il primo anello della filiera alimentare: il produttore.

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