Camerano – Festa del Patrono: la sfilata in costume d’epoca

Re Erode, Salomé e il martirio di San Giovanni Battista. (guarda la gallery fotografica)

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Camerano – In archivio anche la seconda serata della 36esima edizione della festa del Patrono. Una serata ricca, piena di effetti luminosi e sonori, culminata nella sfilata storica in costumi d’epoca e conclusa da giochi di fuoco.

Camerano – Una magica Piazza Roma, grazie agli effetti luminosi, in attesa della sfilata storica in costume

Notevolissimo lo sforzo organizzativo che don Aldo ha orchestrato con grande maestria, coadiuvato da mezzo paese. Ed è proprio questo che colpisce a livello di comunità: Camerano sembra essere abitato da persone scollegate fra loro a livello sociale, ma poi ti accorgi che negli appuntamenti importanti sono centinaia quelle capaci di stringersi intorno alle proprie radici. Bimbi, giovani e adulti si sono messi a disposizione e si sono lasciati coinvolgere fino in fondo.

Camerano – Re Erode

E così è stato ieri sera in occasione della sfilata in costume d’epoca, con tanto di drammatizzazione, che ha rivissuto la storia del martirio del Patrono San Giovanni Battista. Non è possibile citarli tutti, anche se vanno ringraziati in toto per la loro disponibilità e abnegazione. Giusto per fare qualche nome, oltre a don Aldo, diremo di Danilo Pasqualini che ha presentato l’intera serata step by step – passo dopo passo -; il mirabile gruppo di oratori – rigorosamente in nero – che a turno hanno descritto agli spettatori i vari momenti della sfilata con precisi cenni storici, fra i quali si celava anche la prima cittadina Annalisa Del Bello; o Riccardo Burattini, storico coordinatore/coreografo della sfilata stessa.

Camerano – Il gruppo Mercenari d’Oriente

In coda alla sfilata, esibizione degli artisti di strada Mercenari d’Oriente che si sono esibiti in una suggestiva performance con il fuoco a farla da padrone. La foto gallery in testa all’articolo dà un’idea dell’atmosfera della serata di ieri che, a detta degli “storici” locali, ha registrato un’affluenza di pubblico non all’altezza delle migliori edizioni.

Questa sera, si riparte alle 16:30 con il seguente programma:

Domenica 27/08

  • Ore 16:30 Sport in piazza Società sportive Cameranesi
  • Ore 18,30 triduo di preghiera
  • Ore 19:00 Corsa del Mini Vassoio
  • Ore 19:00 apertura Stand Gastronomici
  • Ore 20:30 Ruota della fortuna
  • Ore 21:30 Undicesima edizione della Corrida con la partecipazione dei Ten’s Celebration

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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