Bicimparo: successo di presenze a Camerano

Evento organizzato da Recanati Bike Team con la partnership di Decathlon

Camerano, 27 ottobre 2021 – Un fine settimana all’insegna del divertimento e delle due ruote quello svoltosi a Camerano presso il piazzale esterno di Decathlon, teatro dell’evento non agonistico promozionale denominato Bicimparo.

Promosso dal settore giovanile nazionale della Federazione Ciclistica Italiana, il progetto Bicimparo consiste in prove di abilità articolate in sette aree distinte (ciascuna prevede l’esecuzione di una determinata abilità in bicicletta). In ogni area sono previsti 4 diversi livelli di difficoltà, ciascuno dei quali consente di acquisire: 10-20-30-40 punti in base, appunto, alla difficoltà esecutiva richiesta.

A coordinare lo svolgimento dell’evento nelle Marche la società organizzatrice Recanati Bike Team e il professor Massimo Valle (tecnico regionale giovanile FCI Marche, nonché responsabile dei corsi formazione e docente FCI), raggiungendo pienamente l’obiettivo di incuriosire e far divertire tutti i piccoli bikers: circa una sessantina.

Alla presenza di tutte le scuole di ciclismo regionali riconosciute (Recanati Bike Team a fare gli onori di casa oltre a Pedale Chiaravallese, Superbike Team, Progetto Ciclismo Piceno, Polisportiva Morrovallese e Gruppo Ciclistico Matelica), avvalendosi della partnership con Decathlon nel mettere a sua volta a disposizione gli spazi antistanti del punto vendita di Camerano e tutto il supporto organizzativo, tutti i baby partecipanti hanno seguito gli insegnamenti degli istruttori qualificati, mettendosi alla prova nelle capacità di controllo della bicicletta: il loro impegno è stato premiato con un gadget di partecipazione, una maglietta con la scritta Bicimparo e con i loghi di Decathlon e Federazione Ciclistica Italiana.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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