Baci all’Orizzonte e Martedì Grasso a Camerano

La cittadina si appresta a festeggiare San Valentino e il Carnevale

Camerano, 10 febbraio 2020 – In occasione del 14 febbraio, Festa degli innamorati, approderà al Belvedere di Camerano (meglio conosciuto dai residenti come “For de porta”), un’installazione a forma di cuore realizzata dalle uncinettaie del paese, già famose per aver realizzato l’albero natalizio in tessuto.

La postazione, che rientra nell’iniziativa Camerano in love (14-15-16 febbraio), e dal nome evocativo Baci all’Orizzonte, ha uno scopo ben preciso: attirare gli innamorati invitati a scattarsi un selfie del loro bacio più speciale e appassionato.

Un selfie che potrà essere immortalato anche in tutte quelle strutture che hanno aderito all’iniziativa e che sono contraddistinte da un logo: Bistro’ Cucina & Vini, Maffy Camera Cafe’, Mente Locale, il Piccolo Birrificio Agricolo Sangermano18, Bar Bosco e la Cioccolateria Sei Sensi. In queste attività gli innamorati saranno accolti per degustare i prodotti del territorio e godere dei menù a tema durante l’aperitivo e la cena.

Camerano in love riserva anche una sorpresa romantica  in grotta. A partire dalle 19.30  sarà possibile partecipare a Grotte al Lume di Candela,  un’esperienza  romantica nel cuore della città sotterranea del paese. Prenotazione obbligatoria presso l’Ufficio IAT di Camerano, tel. 071 7304018.

Carnevale 2020

Il Comune di Camerano, in collaborazione con la Parrocchia Immacolata Concezione organizza il Carnevale 2020: un pomeriggio in maschera all’insegna di colori, giochi e musica per condividere l’allegria del Martedì Grasso!
Presso il Palasport di Camerano, martedì 25 febbraio, a partire dalle ore 16.30.
Premi alle maschere più belle. Ingresso gratuito.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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