A Camerano una mostra fotografica su Silvio Scandalli

Curata dal professor Sandro Strologo verrà inaugurata sabato 7 maggio alle ore 18 presso la chiesa di Santa Faustina

Camerano, 6 maggio 2022 – In collaborazione con la Pro Loco, settore Gruppo Marattiano, e con il patrocinio del Comune di Camerano, il professor Sandro Strologo ha allestito una mostra fotografica riferita alla celeberrima figura del cameranese Silvio Scandalli.

L’inaugurazione della mostra è prevista per sabato 7 maggio alle ore 18 presso la chiesa di Santa Faustina. Resterà aperta al pubblico fino a domenica 15 maggio con il seguente orario: 17.30 – 19.30.

La mostra è costituita da fotografie per lo più inedite; oltre all’atto di nascita di Silvio Scandalli sono presenti i componenti della sua famiglia, le prime armoniche uscite dal suo laboratorio, nonché le onorificenze conseguite già nei primi anni Venti del secolo scorso; l’ampio stabilimento costruito a Camerano.

Da parte del podestà cameranese, nel 1937, viene presentata la proposta per il conferimento dell’onorificenza di cavaliere, che nell’esposizione è corredata da una serie di fotografie riferite ai festeggiamenti dell’evento.

All’interno della mostra viene inoltre messo in evidenza il disegno originale della mitica fisarmonica Super VI Scandalli, lo strumento considerato un’opera d’arte e ancora oggi molto ricercata dai fisarmonicisti.

La mitica Super VI Scandalli

Seguono poi le fotografie del periodo in cui Scandalli era diventato socio della Farfisa (Fabbriche Riunite Fisarmoniche Italiane), arrivando all’inaugurazione dello stabilimento di Aspio Terme (1964) e alla diversificazione della produzione con le fonovaligie, le pianole e con l’introduzione dell’elettronica inserita negli strumenti musicali.

La mostra termina con alcune fotografie di Scandalli dopo che si era dimesso dalla Farfisa nel 1968. Cinque fisarmoniche Scandalli di epoche diverse arricchiscono l’esposizione.

Biografia di Silvio Scandalli  

Nato nel 1889 da un’umile famiglia dedita all’allevamento e commercio delle pecore, a undici anni inizia a lavorare presso la ditta di fisarmoniche di Paolo Soprani a Castelfidardo. Con due suoi fratelli, Albino ed Enrico, inizia a costruire gli armonici in proprio e li porta a vendere a Loreto, meta dei pellegrini.

Pavia 1959 – Silvio Scandalli, Oscar mondiale della fisarmonica come costruttore

Già nel 1923 riceve riconoscimenti e premi per i suoi prodotti. Con l’incremento del numero degli operai, nel 1930 inizia a costruire uno stabilimento che poi viene ampliato per l’aumento degli addetti; la qualità degli strumenti musicali Scandalli viene riconosciuta in diversi paesi esteri. Nel 1946 allorché Paolo Settimio Soprani costituisce la Farfisa (Fabbriche Riunite Fisarmoniche Italiane), che diventa la più grande fabbrica d’Europa di strumenti musicali, i nuovi soci sono Silvio Scandalli di Camerano e Alfredo Frontalini di Numana. Con la fusione delle ditte, la Scandalli e la Settimio Soprani trasferiscono alla Farfisa il macchinario e l’attrezzatura, in seguito anche il corpo immobiliare delle fabbriche di Camerano e di Castelfidardo.

La più famosa eccellenza uscita dalla fabbrica Scandalli nel 1952 è la fisarmonica denominata Super VI, ancora oggi considerata un mito e un’opera d’arte con meccanismi perfetti, le voci lavorate a mano e il giusto equilibrio tra la parte del canto e quella dei bassi. Abbandonato il lavoro alla Farfisa, nel 1968 si ritira con la moglie ad Ancona, pur mantenendo interesse per il paese natio e per la gente di Camerano. Muore il 17 luglio 1977 all’età di 88 anni.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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