Solo posti in piedi alla conferenza osimana di Vittorio Sgarbi

Sgarbi in verticale

Osimo. Solo posti in piedi all’incontro con Vittorio Sgarbi che si è tenuto sabato 3 settembre a Osimo. Piazza Dante ha affrontato a testa alta la concorrenza degli altri eventi a pochi passi di distanza (il Rosso Conero a Camerano, di cui parliamo a parte; la festa della birra a Campocavallo), ed ha accolto una numerosa platea di osimani e turisti, interessati ad assistere alla guida-show del grande critico.

Una conferenza dedicata alla mostra «Lotto, Artemisia, Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi» ospitata da Palazzo Campana e per la prima volta nel nostro Comune aperta al pubblico. Quasi 150 opere tra dipinti, disegni, sculture dal Cinquecento all’Ottocento: un affresco eterogeneo attentamente selezionato dal museo che Vittorio Sgarbi, grazie al laborioso aiuto della madre, Caterina (Rina) Cavallini è riuscito, negli anni, a mettere insieme. Ma guai a chiamarla collezione privata: «Di fronte all’arte non si può e  non si deve parlare di proprietà – ha detto il critico – Il valore di ogni singola opera non è di natura materiale ma spirituale e io intendo farmi garante di un’arte da mostrare a tutti, che possa trasmettere a tutti il proprio alito di vita».

Vittorio Sgarbi foto in evidenza

Una guida-show, come già detto, che ha mescolato aneddoti personali a riflessioni di carattere tecnico, resoconti legati alle rocambolesche vicende per l’acquisto di un’opera a osservazioni sul significato delle tele presentate. Non sono mancate – inutile dirlo – frecciate rivolte al mondo della politica e delle istituzioni e battute irriverenti.

Alle radici della grande passione che Vittorio Sgarbi nutre per l’arte risiede un altro amore immenso, quello per Rina, la madre, deceduta nel novembre dello scorso anno proprio durante l’allestimento della mostra osimana: «È stata lei a indirizzarmi verso questo mondo – ha raccontato il critico – e soprattutto ad assecondarmi nell’infinita e turbolenta caccia alle opere più impensabili. Il suo spirito ora è qui, e le Stanze di questa esposizione non sono altro che un museo del suo entusiasmo».

Un pensiero è andato anche alle vittime del terremoto avvenuto lo scorso 24 agosto, data in cui, da cartellone, si sarebbe dovuto tenere l’evento poi rimandato al 3 settembre in segno di rispetto e vicinanza alle zone colpite. Il critico ha rinnovato l’urgenza di salvaguardare il patrimonio italiano e di lavorare al recupero dei beni architettonici danneggiati dal sisma. L’arte è una forma di continuazione della vita e preservarla vuol dire mettere a riparo le anime degli uomini.

Pubblico numeroso

«Vittorio Sgarbi ha rilanciato il fascino culturale della nostra città – ha commentato il sindaco Simone Pugnaloni – Forti di questo successo, investiremo su numerosi progetti in grado di valorizzare al meglio i tesori artistici di cui siamo orgogliosamente in possesso».

La mostra osimana, che negli ultimi giorni ha registrato quota 31.500 presenze, si inserisce all’interno del progetto voluto dalla Regione Marche in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia e che vede protagoniste quattro grandi esposizioni. Osimo è la seconda tappa di questo Gran Tour artistico, dopo Ascoli Piceno, e sarà seguita da Loreto, dove è appena stata inaugurata una nuova mostra firmata da Sgarbi interamente dedicata alla figura di Maria Maddalena. In chiusura, sarà la volta di Senigallia, che dal 29 ottobre al 29 gennaio ospiterà, presso il Palazzo del Duca, un nucleo di opere a tema mariano.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio i moscioli dell’aria di Portonovo

Quando il marketing spinge al superfluo


Portonovo (AN), 3 dicembre 2019 – Questa volta lo spunto di riflessione arriva da Il Resto del Carlino di oggi che, sulla pagina di Ancona, pubblica un articolo dal titolo bizzarro a firma Ilaria Traditi: “Portonovo, ora è in vendita anche l’aria”.

In sostanza, alcuni anni fa Paolo Bonetti (nella foto di Bobo Antic, per gentile concessione de Il Resto del Carlino), imprenditore della Baia con il bernoccolo del marketing, s’è inventato l’idea di mettere in lattina l’aria salubre di Portonovo, per offrirla poi ai turisti al costo di 3 euro. Un’idea che, visto il successo di vendite, sembrerebbe vincente e lucrosa dal momento che il barattolo di latta pieno di niente da souvenir estivo è diventato anche fortunata strenna natalizia.

Come spiega Ilaria Traditi, il business è ben consolidato: “dall’aria delle Dolomiti venduta in bottigliette da 5 euro, a quella delle Montagne Rocciose che spopola tra i cinesi venduta dalla società canadese Vitality Air fino a quella delle incontaminate campagne inglesi che va forte in Corea”. E, aggiungo io, l’acqua isotonica benefica e tonificante per gli occhi del mare delle Cinque Terre in Liguria venduta in bottigliette.

Ora, tenuto conto che nel marketing ogni idea finalizzata a promuovere un territorio può essere geniale quando funziona – e quella di Paolo Bonetti lo è – mi domando perché la gente sia disposta a spendere denaro – anche 10 euro – per acquistare il nulla. Perché l’aria di Portonovo, delle Dolomiti o delle Montagne Rocciose è francamente il nulla. Quando vai in quei posti, puoi mettertela da solo all’interno di un barattolo e, se il barattolo già ce l’hai, lo puoi fare a costo zero!

La società dei consumi di cui facciamo parte tutti, e le leggi di questo sistema che regolano la promozione degli articoli e dei prodotti immessi sul mercato – che in un modo o nell’atro devono comunque essere venduti – hanno profondamente modificato la capacità di valutazione del singolo. Così tanto, da arrivare a farti acquistare il superfluo convincendoti che ne valga la pena. Di questo assunto sono pieni i nostri carrelli della spesa.

Per quanto mi riguarda, se vado a Portonovo preferisco portarmi a casa un succoso piatto di moscioli: ti basta aggiungerci un po’ di limone e prezzemolo per farti ricordare per sempre di quella bellissima Baia. Dell’aria in lattina, una volta aperta, non ti resta che una lattina piuttosto indigesta. Nessun profumo, nessun gusto, nessun senso d’aver assaporato il paradiso.

 


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi