Osimo: una libreria per 30.000 abitanti

“Il Mercante di storie” nel cuore storico della città resiste e combatte contro internet, tv, disinteresse e noia dei non lettori

«Quando chiude una libreria cambia la clessidra della civiltà» titolava il Corriere della Sera del 27 agosto 2009. Oggetto di riflessione era, non serve dirlo, l’ultimo triste atto di una libreria milanese, un episodio che l’autore dell’articolo, Mauro Covacich, metteva a paragone con un evento mondano che si svolgeva in quegli stessi giorni e che vedeva protagonista Fabrizio Corona. Morale della favola: libreria chiusa, discoteca presa d’assalto.

Chissà come mai, ogni volta che mi capita di passare davanti ad una vetrina ricca di libri, la mia mente ripesca dal cilindro dei ricordi proprio questo articolo letto tanti anni fa tra i banchi di scuola e, inevitabilmente, il mio stomaco si attorcia in un fastidiosissimo nodo.

Un angolo della libreria Mercante di libri a Osimo
Un angolo della libreria Mercante di libri a Osimo

Non prendiamoci in giro, Covacich aveva ragione: la sabbia nella clessidra è scesa, anche più in fretta del previsto, i tempi sono cambiati e in un attimo le librerie sono diventate una specie in via d’estinzione. E non parlo delle librerie improvvisate all’interno dei supermercati, dove in un maxi cesto ai piedi della cassa le Operette Morali si mescolano a giochi per bambini e cianfrusaglie di vario tipo in vendita al prezzo speciale di 2€. No, quelle non sono librerie. Le vere librerie sono templi sacri, luoghi fuori dal tempo e dallo spazio, oasi di pace assoluta. In altre parole: realtà ormai inesistenti…forse…oppure no.

Nel cuore di Osimo, incastonata tra gli edifici del centro storico, intenta a resistere sotto i colpi di una concorrenza spietata che prende il nome di grande distribuzione, Internet e, soprattutto, disinteresse e noia, sorge una libreria… Anzi non «una», bensì «la» libreria. La numero uno, e non perché sia la più bella o la più fornita, ma perché è l’unica. Ebbene sì, incredibile ma vero, Osimo, città di oltre 30.000 abitanti, vanta un’unica libreria – no, i depositi di libri all’interno dei supermercati non voglio prenderli in considerazione, quindi non fanno testo.

Una libreria, dicevo, una sola, ma che in realtà è un vero e proprio gioiello. Si chiama «Il Mercante di storie», questo luogo «eroico», e non poteva esserci nome più azzeccato, perché tra gli scaffali che si affacciano su via San Francesco, di storie da raccontare ce ne sono a non finire.

I libri sono gli ingredienti fondamentali per la riuscita di una libreria, è chiaro, ma non sono gli unici. Per amalgamare come si deve l’impasto, per dosare con precisione ogni elemento, c’è bisogno dell’intervento di una mano sapiente e attenta. A Osimo la mano è quella di Tiziana Epifani, pugliese naturalizzata «senza testa» che con il suo carico di passione, tenacia e incoscienza (dice lei, coraggio dico io), è riuscita a mettere in piedi un’attività che è tra le più attive e dinamiche della zona.

Un Incontro in libreria con Maria Francesca Stancapiano, speaker radiofonica, lettrice, scrittrice osimana
Un Incontro in libreria con Maria Francesca Stancapiano, speaker radiofonica, lettrice, scrittrice osimana

A scorrere il calendario di iniziative proposte da «Il Mercante di storie» ti viene il mal di mare, oppure, semplicemente, la voglia irrefrenabile di prendere in mano un libro e divorarlo: incontri con gli autori, letture animate per bambini, progetti rivolti alle scuole (1.100 sono stati gli studenti, dalle materne alle superiori, coivolti nell’ultimo anno), ma anche corsi di scacchi e ceramica e poi ancora laboratori creativi, iniziative curate da Giulia Ciarapica, nota bookblogger, oppure da Elena Pigliacampo, lettrice professionista appassionata di favole. E non finisce qui: iscrivendosi al gruppo su Facebook «S.O.S libro» è possibile trovare recensioni, commenti, consigli di lettura di ogni tipo.

Laboratorio per bambini a cura di Romina Antonelli, attrice della Compagnia delle Buffe
Laboratorio per bambini a cura di Romina Antonelli, attrice della Compagnia delle Buffe

«Tutto è iniziato per caso – racconta Tiziana durante il nostro incontro – il caso di essere capitata a Osimo pur avendo studiato a Siena; il caso di essere entrata con il mio compagno in un negozio di arredi e aver notato il cartello vendesi sulla porta».

Oggi, a otto anni da quel salto nel vuoto, Tiziana può dirsi orgogliosa dei risultati raggiunti e, nonostante le inevitabili difficoltà con cui è costretta a fare i conti quotidianamente (Internet e Corona, solo per citare due esempi – niente di personale contro Fabrizio, sia chiaro, ma un capro espiatorio deve pur esserci in una storia che si rispetti), riesce a portare avanti con successo il suo mestiere.

Un mestiere che è, lasciatemelo dire, il più bello del mondo.

«Una lettura ben fatta salva da tutto, compreso da se stessi», scrive Daniel Pennac. Mi piace pensare che finché esisteranno luoghi come «Il Mercante di storie», a ognuno di noi, compreso Covacich, sarà concesso trovare un rifugio in cui sentirsi, almeno per qualche istante, completamente al sicuro.


Un commento alla notizia “Osimo: una libreria per 30.000 abitanti”:

  1. Silvana says:

    Bella avventura. Resistere perché i libri non moriranno mai!!!

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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