Osimo – Chiuse le Stanze Segrete a febbraio si aprono i Capolavori Sibillini

Su entrambe le mostre il marchio di Vittorio Sgarbi che ha portato nelle sue “Stanze” oltre 43mila visitatori

Osimo – «Quarantatremilacinquecento volte grazie, Vittorio». Così il primo cittadino Simone Pugnaloni dal palco de La Nuova Fenice saluta Vittorio Sgarbi e le sue Stanze Segrete in occasione della cerimonia di chiusura della mostra che si è tenuta ieri sera a partire dalle ore 18.30. Dopo sette mesi la collezione privata del noto critico, per la prima volta esibita al grande pubblico, lascia Palazzo Campana e parte alla volta di Cortina, dove già da qualche giorno sta trascorrendo le vacanze di stagione.

da sinistra: Franco Fontanella, Vittorio Sgarbi e Raimondo Orsetti
da sinistra: Franco Fontanella, Vittorio Sgarbi e Raimondo Orsetti

Ma gli interni del bel palazzo settecentesco non resteranno vuoti a lungo. In una Osimo sempre più sensibile alla bellezza, per una mostra che va, ce n’è una che viene. Le tele di Lotto Artemisia e Guercino, smontate anzi tempo – la chiusura dell’esposizione era stata prorogata a metà gennaio –, lasciano posto ai gioielli marchigiani tratti in salvo dalle macerie causate dal terremoto di fine ottobre.

Da san Ginesio, Montalto, Loro Piceno, Smerillo e da altre zone dell’entroterra marchigiano – in totale otto comuni –  arrivano i “Capolavori sibillini” ovvero le cento opere che a partire dal 19 febbraio fino al 1 ottobre 2017 saranno esibite nel cuore della città. Anche per questo nuovo allestimento il Comune potrà contare sulla collaborazione di Vittorio Sgarbi, già nominato presidente del comitato di studio della mostra.

«Un gesto di vicinanza e fratellanza di cui siamo molto grati – ha commentato Daniela Tisi, responsabile della rete museale dei Monti Sibillini – e che ci auguriamo possa essere di auspicio per un nuovo inizio. I nostri tesori meritano di essere valorizzati al meglio, insieme alla nostra identità culturale che abbiamo il dovere di proteggere».

Il 19 febbraio verrà inaugurata la nuova mostra ospitata a Palazzo Campana: Capolavori Sibillini, l'arte dei luoghi feriti dal sisma
Il 19 febbraio verrà inaugurata la nuova mostra ospitata a Palazzo Campana: Capolavori Sibillini, l’arte dei luoghi feriti dal sisma

La rete museale dei Sibillini, composta da dodici sedi, aveva subito danni già nel terremoto di agosto, ma con le scosse di ottobre è arrivato il colpo mortale: ben undici musei hanno dovuto chiudere i battenti e trasferire altrove i propri gioielli. Solo la sede di Montefalcone ha superato la sfida con la terra che trema, ma durante le festività natalizie – informa Danila Tisi – il numero dei visitatori è stato pari allo zero.

L’iniziativa osimana sarà uno strumento per mantenere i riflettori accesi su tutte quelle realtà che stanno attraversando una fase di profonda crisi. «Sono onorato e orgoglioso di aver instaurato un rapporto di collaborazione di questo tipo – ha detto il sindaco Pugnaloni – e mi auguro che il nostro lavoro possa fungere da esempio per tutta l’Italia».

In moto già da settimane, la macchina organizzativa della Asso si occuperà non solo di allestire la mostra ma anche di restaurare le opere danneggiate e offrire lavoro ai giovani della rete museale che hanno accettato di trasferirsi a Osimo durante i mesi in cui l’esposizione sarà aperta al pubblico.

Il sindaco Pugnaloni (a destra), consegna l'assegno di 18mila euro a Niccolò Contucci, direttore generale Airc
Il sindaco Pugnaloni (a destra), consegna l’assegno di 18mila euro a Niccolò Contucci, direttore generale Airc

Il connubio tra cultura e turismo più volte valorizzato dall’amministrazione comunale fa dunque spazio a una terza importante componente: la solidarietà. E in nome della solidarietà erano già state inaugurate le Stanze Segrete di Vittorio Sgarbi. “L’arte aiuta l’A.I.R.C.”, lo slogan pronunciato lo scorso marzo, ad apertura della mostra, si è tramutato, nella giornata di ieri, in un assegno di diciotto mila euro – ovvero parte del ricavato dei quarantatremilacinquecento biglietti staccati – che il primo cittadino Pugnaloni ha consegnato al dottor Niccolò Contucci, direttore generale A.I.R.C. (Associazione italiana per la ricerca sul cancro).

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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