La statua di Plotina a Palazzo Campana

Sarà esposta all'interno del museo archeologico la statua romana rinvenuta sotto il loggiato comunale

Osimo – Sarà in esposizione all’interno del museo archeologico di Palazzo Campana la statua romana di Plotina rinvenuta la scorsa primavera negli scavi archeologici nei pressi del loggiato comunale.

I lavori di rifacimento della pavimentazione del loggiato, iniziati nei primi mesi del 2016, avevano riservato sorprese nella fase conclusiva. Durante le operazioni preliminari alla realizzazione di un basamento per la nuova pavimentazione erano venuti alla luce reperti di notevole rilevanza storica.

I ritrovamenti aecheologici sepolti sotto il loggiato comunale
I ritrovamenti archeologici sepolti sotto il loggiato comunale

Si tratta in primo luogo dei resti della chiesa di Santa Maria Assunta, rinominata “Chiesa della piazza” la cui inaugurazione risale al 1604, mentre le strutture murarie rimandano all’epoca medievale, a cavallo tra il VI e il VII secolo d.C.

E poi subito dopo la parte inferiore di una statua femminile realizzata con marmo greco conservata in ottimo stato. Pur essendo mutila del busto e del viso, la figura pare corrispondere a Plotina, moglie e consigliera dell’imperatore Traiano.

Famosa per i provvedimenti pensati a favore delle classi sociali meno abbienti e per aver accompagnato il consorte nella vittoriosa campagna in Dacia, le venne riconosciuto l’appellativo di Augusta prima e la divinizzazione poi.

Il valore della statua di Plotina supera, secondo gli esperti, quello delle statue acefale del Palazzo comunale
Il valore della statua di Plotina supera, secondo gli esperti, quello delle statue acefale del Palazzo comunale

A lei si deve la costruzione del porto di Ancona. Non a caso la storia racconta che alla destra della statua equestre che ritrae Traiano sull’attico dell’omonimo Arco dorico, ci fosse quella della moglie, oggi andata perduta.

Nella Osimo medievale la statua fu probabilmente adibita ad acquasantiera in una chiesa poi scomparsa.

Lo scorso ottobre il Comune ha affidato alla società Dhomeus di Loreto i lavori di recupero della pavimentazione del loggiato con conseguente fruizione della zona archeologica. Per le operazioni, che dovrebbero concludersi la prossima primavera, sono stati stanziati 80mila euro.

L'assessore alla Cultura, Mauro Pellegrini, esamina la statuta di
L’assessore alla Cultura, Mauro Pellegrini, esamina la statuta di Plotina

Stando alla nota tecnica, l’intervento programmato riguarda «la ricostruzione della pavimentazione sul livello esistente con ampie specchiature vetrate che tramite luci e video consentano di rendere visibili gli scavi e la statua di Plotina e porzioni opache».

«Si ipotizza – continua la scheda – la realizzazione di una teca in vetro per alloggiare la statua rendendo di fatto tutto visibile dal loggiato con idonea illuminazione notturna».

All’interno del loggiato, infine, «potranno essere installati video proiettori che riproducano le immagini della Osimo antica con didascalie illustrative».

Una Auximum che risorge a nuova vita, isomma, in memoria degli antichi splendori.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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