Nati per Leggere: il vento dei 20 soffia anche a Numana!

Da 0 a 6 anni tutti in biblioteca sabato 23 novembre!

Numana, 20 novembre 2019 – Sabato 23 novembre alle ore 17 si festeggiano a Numana, in Biblioteca, i venti anni dell’ormai conosciutissimo progetto Nati per Leggere, sviluppato dall’Associazione culturale Pediatri, dall’Associazione italiana Biblioteche e dal Centro per la Salute del Bambino.

L’invito è rivolto a tutti i bimbi da 0 ai 6 anni, con genitori e nonni al seguito, per un pomeriggio in compagnia di letture e lettori che presteranno la propria voce ai tanti libri presenti nello “spazio morbido” della biblioteca.

Numana – Lo “spazio morbido” in biblioteca

A introdurre l’evento saranno Gabriele Calducci, vicesindaco di Numana, e la pediatra Anna Nobilini che sempre accoglie l’invito dell’Amministrazione comunale a essere portavoce di Nati per Leggere. Si lascerà quindi ampio spazio ai suggerimenti e alle letture ad alta voce proposte dalla bibliotecaria e dalle lettrici volontarie accreditate dal progetto.

Per i genitori, sarà possibile attingere al materiale informativo e alle tante opportunità di lettura offerte dagli albi illustrati, calibrate in base allo sviluppo cognitivo del bambino che nell’arco di tempo che va dagli 0 ai 6 anni vive un’eccezionale evoluzione.

L’attenzione dell’Amministrazione numanese per il libro è rivolta a tutte le fasce d’età e, quest’anno in particolare, è bene ricordare i tanti benefici della lettura fin dai primissimi giorni di vita. Leggere con i propri figli, a bassa e ad alta voce, è piacevole e crea l’abitudine all’ascolto, aumenta molto la capacità d’attenzione e accresce il desiderio di imparare a leggere.

Tra le varie attività utili allo sviluppo del bambino, i pediatri indicano che la lettura durante i primi 3 anni di vita è la cosa più importante che i genitori possano fare per prepararlo alla scuola. Un bambino che riceve letture quotidiane acquisirà un vocabolario più ricco, avrà più immaginazione, si esprimerà meglio e sarà più curioso. Inoltre, gli consentirà una più facile comprensione dei testi scolastici e una minore fatica nello svolgimento dei temi e dei compitiin tutte le materie.

Le mamme e i papà non devono possedere doti particolari di bravura o di tecniche di lettura, è sufficiente seguire il testo e le figure, e intraprendere con il bambino una lettura ricca di scambi affettivi. La voce dei genitori è magia per il bambino!

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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