Tolentino. Beatles vs Rolling Stones

l’ultimo spettacolo filosofico musicale della rassegna di Popsophia

Tolentino. La rassegna di spettacoli Ricominciamo da qui, dedicati alla rinascita culturale della città di Tolentino (MC) duramente colpita dal terremoto, non poteva che concludersi con una riflessione sul “bello e brutto della vita”. Una riflessione condotta da Popsophia, che vedrà protagoniste le canzoni delle due band che più hanno segnato la storia della musica occidentale: i Beatles e i Rolling Stones.

Francesca Boccuni
La docente di Logica, Francesca Boccuni

Venerdì 16 dicembre, alle 21.15, il Cineteatro Don Bosco ospiterà il terzo e ultimo philoshow della rassegna: Il bello e il brutto della vita, Beatles vs Rolling Stones. Luce contro ombra, bene e male, canzone d’amore contro rock ma anche affinità poetiche e linguistiche: i due filosofi (e musicisti per passione) che interverranno e suoneranno con la band FACTORY saranno la docente di Logica Francesca Boccuni e Roberto Mordacci, preside della facoltà di Filosofia del San Raffaele di Milano.

“Dopo un philoshow dedicato alla forza dell’amore e un altro all’allegria pensosa, chiudiamo questa rassegna con la sempiterna contrapposizione filosofica tra ordine e caos, con un taglio spudoratamente pop” – ha dichiarato Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia – “E siamo felici della partecipazione e dell’interesse che ci sta dimostrando il pubblico di Tolentino intervenuto in questi incontri”.

Roberto Mordacci
Roberto Mordacci, preside della facoltà di Filosofia del San Raffaele di Milano

La rassegna “RICOMINCIAMO DA QUI” è stata realizzata dall’Associazione Popsophia in collaborazione con il Comune di Tolentino e la Biennale dell’Umorismo nell’Arte. Tutti i philoshow sono stati ideati e diretti da Lucrezia Ercoli e interpretati dalla band musicale FACTORY composta da 7 elementi (Luca Cingolani alla batteria,
Anna Greta Giannotti e Alessia Ippoliti alle chitarre, Matteo Moretti al basso, Leonardo Rosselli al sassofono, le voci di Luca Cerigioni e Gianluca Pierini), con la voce recitante di Pamela Olivieri, i video e la regia di Marco Bragaglia, la regia tecnica di Riccardo Minnucci e Matteo Lorenzini.

Lo spettacolo è a ingresso libero e si svolge nel Cineteatro Don Bosco di Tolentino, una struttura che non ha riportato alcuna lesione dopo gli eventi sismici.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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