Roberto Saviano in Aula Magna d’Ateneo all’Univpm

Incontrerà studenti e cittadinanza nel Polo Monte Dago di Ancona, giovedì 14 dicembre alle ore 18:00 per parlare di legalità e integrazione.

Ancona – Roberto Saviano incontrerà studenti e cittadinanza in Aula Magna d’Ateneo, nel Polo Monte Dago di Ancona, giovedì 14 dicembre alle ore 18:00, per parlare di legalità, integrazione e del suo ultimo libro “Bacio Feroce” (Feltrinelli).

Roberto Saviano

L’incontro con Roberto Saviano si inserisce in una serie di appuntamenti per aprire l’università al territorio e condividere con la cittadinanza momenti di confronto su temi attuali come l’integrazione e la legalità.  «L’Università, più di ogni altra istituzione, deve progettare il futuro, deve intravederne le problematiche – afferma il Rettore Sauro Longhi – ma soprattutto deve contribuire alla definizione e costruzione di un futuro di condivisione e pace, con attività di ricerca, di studio e di confronto in cui la conoscenza si approfondisce e il sapere si arricchisce».

Saviano sarà accompagnato da Aicha Firmino e Khadija Lafsihi ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri. L’appuntamento è aperto a tutti, ad ingresso libero e sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube dell’Univpm.
Note tecniche:Ingresso in aula magna dalle ore 16:00, con priorità per i prenotati e fino ad esaurimento posti. Per prenotarsi scrivere a relazioni.territorio@univpm.it entro le ore 13:00 del 13 dicembre. Nell’aula G2 sarà trasmesso lo streaming dell’evento per coloro che non avranno accesso all’interno dell’Aula Magna. Roberto Saviano incontrerà, al termine dell’appuntamento, tutti coloro che vorranno salutarlo.
 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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