Nell’afa, il primo romanzo del giornalista Pierfrancesco Curzi.

Un avvincente giallo ambientato ad Ancona (Vydia Editore)

Ancona. È in libreria per i tipi di Vydia Editore, il romanzo Nell’afa, dalla penna del giornalista Pierfrancesco Curzi. Un avvincente giallo ambientato nel capoluogo marchigiano.

La copertina di Nell'afa, primo romanzo di Pierfrancesco Curzi edito da
La copertina di Nell’afa, primo romanzo di Pierfrancesco Curzi edito da Vydia

Il romanzo è stato presentato in anteprima ieri, sabato 17 dicembre presso la sede dell’assessorato alla Cultura del Comune di Ancona, Palazzo Camerata. 

Sono intervenuti, insieme all’autore, l’assessore alla Cultura del Comune di Ancona Paolo Marasca, l’editore Luca Bartoli e il direttore editoriale Vydia Alessandro Seri.

LA TRAMA

Il cadavere di una ragazzina ritrovato dentro un container di rifiuti in un quartiere multietnico scuote all’improvviso una sonnolenta, tranquilla realtà di provincia, risveglia sospetti sul “diverso”, facili e mai sopiti pregiudizi verso “lo straniero”. Carlo Galassi, burbero e solitario cronista dello storico giornale locale, segue il caso per la sua testata, alla ricerca di una verità scomoda e clamorosa. Sullo sfondo, la città di Ancona, la sua bellezza ruvida e struggente, stretta nella morsa dell’afa estiva.

L’AUTORE

Pierfrancesco Curzi mentre autografa una copia di un suo libro ad una lettrice
Pierfrancesco Curzi mentre autografa una copia di un suo libro ad una lettrice

Pierfrancesco Curzi (1968) è nato e vive ad Ancona. Giornalista, collabora con Il Resto del Carlino di Ancona e per Il Fatto Quotidiano ha realizzato numerosi reportage da Iraq, Siria, Libano, Turchia, Egitto, Tunisia, Bosnia, Cecenia, India, Siberia, Armenia. Grande viaggiatore, in particolare nel continente africano, ha pubblicato i libri: Stanno tutti bene (Italic, 2014), dedicato al genocidio ruandese; In Bosnia (Infinito Edizioni, 2015), sul conflitto dei Balcani, e Nel Caucaso da Grozny a Beslan. Reportage dalla provincia dell’impero russo (Infinito Edizioni, 2016). Nell’afa è il suo primo romanzo.

Info e acquisti: http://www.vydia.it/it/nellafa/


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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