Jesi – Le donne ‘Protagoniste’ di Catiuscia Ceccarelli

Nel suo libro, per i tipi di Giraldi Editore, diciassette testimonianze di donne che hanno trasformato il proprio quotidiano in piccoli capolavori

Jesi, 4 ottobre 2019 – È in libreria e sugli store online dal primo ottobre la nuova proposta editoriale marchiata Giraldi Editore, firmata dalla marchigiana Catiuscia Ceccarelli, dal titolo “Protagoniste”.

Catiuscia Ceccarelli, 38 anni, proprietaria del blog “L’Angolo di Key” e appassionata lettrice, ha raccolto nel tempo diciassette testimonianze di donne che, nel loro ordinario, sono riuscite a diventare delle vere e proprie protagoniste, trasformando la propria vita in piccoli capolavori quotidiani.

L’autrice, dopo aver raccolto le interviste, ha pensato a distanza di tempo di ricontattare tutte le protagoniste dei suoi racconti, per scoprire cosa ne era stato dei loro sogni così che, ad ogni singola storia, ha potuto aggiungere la domanda finale “E oggi chi sei?”

In “Protagoniste” si possono leggere storie di donne che vanno dalla sfoglina alla scrittrice, dalla campionessa mondiale di latte art sul cappuccino alla wedding planner dei vip, dall’architetto alla biologa molecolare alla fotografa che ha sconfitto il cancro al seno diventando madre e tante altre. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, ma l’autrice ha voluto fermare nero su bianco, in un libro, questi piccoli capolavori ai quali nessuno dedica mai la giusta rilevanza, ma che fanno parte del talento del vivere.

Catiuscia Ceccarelli

Catiuscia Ceccarelli (1981) è nata a Jesi (An) dove vive con Andrea e la piccola Matilde e dove svolge la sua attività principale: ha uno showroom di porte e finestre. Dal 2007 è giornalista pubblicista. Dopo diversi anni di giornalismo televisivo, collabora con testate nazionali e locali occupandosi di serramenti, design, lifestyle e di imprenditoria femminile. È editor del blog www.langolodikey.it in cui parla di libri al femminile e intervista donne che fanno la differenza in ambito sociale e lavorativo. Nel 2014 riceve la Menzione Speciale al Premio Nazionale di Giornalismo “Donne e così sia” con un articolo dedicato al caso di Lucia Annibali.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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