Fabriano/Senigallia – “Gli impertinenti” Sandro e Carla Pertini

Lunedì 26 giugno presentazioni del libro sull’indimenticato Presidente della Repubblica e di sua moglie

Continua in tutta Italia la presentazione del libro “Gli impertinenti” di Enrico Cuccodoro per i tipi Voilier Editore, un “viaggio” di Sandro e Carla Pertini per l’Italia di oggi.

Due figure, quelle dell’ex presidente della Repubblica e di sua moglie, che hanno lasciato una traccia profonda nel cuore e nella mente degli italiani. Capaci di trasmettere valori fondamentali con il semplice esempio.

Ecco – recita la presentazione – proprio la dignità umana, come il valore! L’educazione alla cittadinanza, l’impegno nella politica, nelle istituzioni, nella sfera sociale costituiscono pilastri ai quali ancorare i comportamenti decisivi dell’esistenza quotidiana. Tali, le coordinate, presenti nelle numerose storie eroiche di Sandro e Carla, ormai, accomunate insieme nel fornirci un modo di agire costruttivo e coerente, capace di suscitare rispetto e passione, forza e coraggio per affrontare le sfide del momento e del tempo difficile, nel mondo, per l’Italia, in particolare”.

Sono 80 gli incontri pubblici di presentazione del libro previsti in tutta Italia.

Qui, nelle Marche, lunedì 26 giugno si terranno due eventi.

Carla e Sandro Pertini

Il primo, alle ore 17:00, a Fabriano, presso l’Oratorio della Carità in Via Cesare Battisti. Interverranno Giancarlo Castagnari, presidente onorario Labstoria; Terenzio Baldoni, presidente Labstoria; Enrico Cuccodoro, docente di Diritto costituzionale Università del Salento; modera Marta Cerioni,  docente di Diritto delle istituzioni pubbliche Università delle Marche.

Il secondo alle ore 21:30, a Senigallia, presso la Libreia IO BOOK, in Via Cavour, 32.

Interverranno Gilberto Piccinini, presidente deputazione di Storia Patria per le Marche; Enrico Cuccodoro, docente di Diritto costituzionale Università del Salento; modera Marta Cerioni,  docente di Diritto delle istituzioni pubbliche Università delle Marche.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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