Civitanova M. – Popsophia fa sognare nella notte di San Lorenzo

Chiusura della stagione culturale estiva venerdì 10 agosto a Lido Cluana

Civitanova, 8 agosto 2018 – Con “I sogni son desideri”, un nuovo appuntamento filosofico e musicale, Popsophia conclude venerdì 10 agosto a Lido Cluana la sua stagione culturale estiva a Civitanova Marche.

Al termine di un percorso che ha declinato le diverse sfaccettature del sogno e dei suoi labili confini con la realtà, la notte di San Lorenzo rappresenta nell’immaginario collettivo una notte magica in cui gli affanni della realtà lasciano il posto alla speranza e ai desideri che, in quell’unica notte, l’uomo affida al cielo stellato.

Dopo la serata dello scorso anno, Popsophia torna a indagare il tema del desiderio con uno sguardo nuovo. Una domanda universale alla quale l’arte, la poesia, la canzonetta e il cinema hanno dato risposte diverse: i desideri che popolano i nostri sogni sono orientati al futuro o riguardano il nostro passato? Sogniamo chi vogliamo diventare o chi siamo stati?

La serata inizierà alle ore 21.30 con il Philoshow “I sogni son desideri nella notte di San Lorenzo”, un nuovo spettacolo filosofico musicale ideato e condotto dalla direttrice artistica Lucrezia Ercoli, scandito dalle esecuzioni musicali live della band Factory, dalle performance teatrali dell’attrice Pamela Olivieri e dai montaggi cinematografici realizzati dai registi Marco Bragaglia e Riccardo Minnucci.

Adriano Fabris, professore di filosofia morale presso l’Università di Pisa

Ospite d’eccezione della serata sarà Adriano Fabris, professore di filosofia morale presso l’Università di Pisa, che guiderà il pubblico all’interno di un viaggio in cui si indagherà il desiderio nostalgico, quella tensione costitutiva dell’essere umano causata da qualcosa che abbiamo perduto.

Civitanova Marche – Il pubblico a Lido Cluana per Popsophia

L’oggetto del desiderio che si rivolge alle stelle è sempre assente e per questo permette l’affiorare di una nostalgia per qualcosa che non c’è più e che abbiamo perduto – dichiara la direttrice artistica Lucrezia ErcoliDal film Nuovo Cinema Paradiso alla hit di Cocciante Celeste nostalgia, il giorno di San Lorenzo Popsophia porterà a Civitanova Marche l’occasione per un’indagine inedita sulla nostalgia contemporanea tra filosofia e cultura pop”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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