Parziale riapertura della Biblioteca comunale da lunedì 25 maggio

Solo per prestiti librari e riconsegne. Vietato l’ingresso nelle sale. Le restrizioni in vigore fino al 14 giugno

Loreto, 23 maggio 2020 – La Biblioteca comunale Attilio Brugiamolini in Traversa Croce 2, riaprirà parzialmente al pubblico da lunedì 25 maggio limitatamente al prestito librario e alla restituzione di libri, nell’osservanza di limitazioni e restrizioni per garantire a tutti la necessaria sicurezza.

Loreto – Biblioteca comunale (foto d’archivio)

Si accederà alla Biblioteca uno alla volta con indosso la mascherina. Non saranno consentiti l’ingresso nelle sale, l’accesso diretto agli scaffali, la consultazione delle riviste e degli altri periodici, l’uso del pc, la navigazione internet, la lettura e lo studio all’interno dei locali e, in generale, la sosta al di fuori del tempo strettamente necessario per le operazioni di prestito e di restituzione.

La restituzione dei libri sarà possibile durante il consueto orario di apertura:

  • mattino: lunedì, mercoledì, venerdì dalle 10.00 alle 13.00;
  • pomeriggio: lunedì, mercoledì, venerdì dalle 16.00 alle 19.00.

Per i prestiti, sarà necessario prenotare via email o telefonicamente evidenziando i titoli richiesti, comunicando nome e cognome, data di nascita, cellulare e data preferita per il ritiro. Sarà indispensabile aspettare una conferma della prenotazione prima di presentarsi per il ritiro.

I contatti per l’appuntamento sono: telefono 071-7500811; mail: biblioteca.loreto@regione.marche.it.

I libri restituiti verranno sottoposti ad una quarantena di 10 giorni, durante la quale risulteranno disponibili sul catalogo on line: https://bibliomarchenord.it/SebinaOpac/Opac.do, ma non saranno prestabili prima del termine del periodo di quarantena. L’utente può comunque prenotarli e ritirarli allo scadere del periodo di isolamento.

 

redazionale

© riproduzione riservata

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi