Il popolo del Re Heruka con Isabel Russinova

Questa sera al Teatro comunale uno spaccato del popolo rom con l’attrice e Marco Lo Russo. Regia di Rodolfo Martinelli Carraresi

Loreto. Grandi suggestioni questa sera, martedì 29 alle ore 21, presso il Teatro comunale  per il “Popolo del Re Heruka – che sfidava l’acqua ed amava il vento” di e con Isabel Russinova.

Isabel Russinova con il regista Rodolfo Martinelli
Isabel Russinova con il regista Rodolfo Martinelli

Spettacolo teatrale che si pone sulla scia del giubileo appeno concluso essendo un omaggio alla misericordia, e trova il suo spazio all’ombra del Santuario: «luogo dell’anima e di grandi incontri – afferma  Isabel Russinova – non  a caso Giovanni XXIII scelse Loreto come prima visita fuori dalle Mura Leonine e l’omaggio che voglio fare alla misericordia è un appuntamento disciplinare che attraverso danza, musica, arte, cinema, teatro e letteratura vuole sostenere i valori della tolleranza tra i popoli e l’eticità del vivere».

L’attrice e drammaturga di origini bulgare, italiana di adozione, ha cucito la piece avvalendosi del  regista Rodolfo Martinelli Carraresi e del talento Marco Lo Russo virtuoso della fisarmonica.

Marco Lo Russo e la sua fisarmonica
Marco Lo Russo e la sua fisarmonica

Prima del docufilm Isabel Russinova reciterà due poesie di Karol Wojtyla, devotissimo alla Madonna nera.

La storia è imperniata sulla storia del popolo Romanes amalgamando le immagini di uno scarno e duro reportage, che ritrae le condizioni di vita del popolo rom oggi, con i disagi e i drammi fatti di discriminazioni e persecuzioni, ma prevale comunque la personalità ed unicità di un popolo libero fatto anche di ballate, musica, leggende filastrocche e poesie tramandate attraverso la voce da centinaia di anni; uno spaccato tra la storia ed i nostri tempi.

Partecipano alla serata l’assessore Fausto Pirchio, i giornalisti Vito Punzi della delegazione pontificia della Santa Casa e Maurizio Verdinelli. organizzano la Regione Marche, l’associazione culturale Bravò, l’accademia del Pensiero, il comune di Loreto, Amnesty international, l’Accademia Tiberina ed il Mactt (Med Academy of art Tourism and trade).


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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