Al Circolo Reasonanz si parla di solidarietà

Venerdì 27 settembre incontro con Alessandro Metz armatore della Ong Mediterranea Saving Humans la scrittrice Caterina Bonvicini, la reporter Maria Luisa Cortesi e la tromba di Roy Paci

Loreto, 26 settembre 2019 – Il Circolo Culturale Reasonanz, Via Leonessa presso ex tiro a volo, chiude la stagione estiva all’insegna della solidarietà. Venerdì 27 settembre interverranno alla serata Alessandro Metz, armatore sociale della Ong Mediterranea Saving Humans, la scrittrice Caterina Bonvicini, lo staff della Mare Jonio e la fotoreporter Maria Luisa Cortesi per raccontare le vicende dell’imbarcazione sequestrata.

Alessandro Metz armatore sociale della Ong Mediterranea Saving Humans

In programma anche l’esibizione del trombettista Roy Paci, con Carmine Ioanna e Francesco Savoretti.

Una giornata per conoscere, riflettere e approfondire le vicende della nave Mare Jonio e della sua Ong di riferimento Mediterranea Saving Humans, grazie a una serie di incontri e dibattiti con i protagonisti della sua vicenda. Oltre a mostre fotografiche e musica.

Loreto – La sala interna del Circolo Reasonanz (foto d’archivio)

Da sempre il Circolo Reasonanz ha supportato e sostenuto l’azione di Mediterranea partecipando al crowdfunding e organizzando durante l’anno già altri due momenti molto intensi ed emozionanti. Il 27 settembre, oltre ai suddetti ospiti, le socie e i soci del Circolo potranno incontrare anche i membri dell’equipaggio della nave Jonio e la fotoreporter Maria Luisa Cortesi che presenterà la mostra fotografica The Rescue Island.

Venerdì 27 settembre al Reasonanz di Loreto suoneranno Roy Paci, Carmine Ioanna e Francesco Savoretti

Alle 22.00, ospiti d’eccezione sul palco del Reasonanz, nella miglior tradizione del Circolo, saranno il trombettista Roy Paci, il fisarmonicista Carmine Ioanna e il percussionista recanatese Francesco Savoretti per il loro concerto live.

Sarà inoltre possibile acquistare il materiale ufficiale di Mediterranea Saving Humans per sostenere l’azione della Ong. Le porte del Reasonanz si apriranno alle 19 per quanti vorranno intervenire già all’assemblea pubblica e al buffet. Per l’ingresso alla manifestazione è previsto un contributo di 10 euro.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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