‘PIFaround – Pentagramma a pedali’ ha raggiunto Klingenthal

Presto un docufilm che racconterà l’originale avventura dell’assessore Cittadini e Giacomo Medici

Castelfidardo, 7 settembre 2020 – Il PIF Around (Premio Internazionale della Fisarmonica) imbocca il rettilineo del traguardo. Dopo centinaia di chilometri ispirati dalla passione per la bicicletta e il mantice, l’iniziativa organizzata dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con “Il Pentagramma a pedali” per promuovere lo strumento ad ancia e il turismo eco-sostenibile raggiunge la meta finale.

Martedì 8 settembre alle 19 al City Park di Klingenthal, l’esibizione di Giacomo Medici con la Klingenthal Accordion orchestra diretta da Richard Wunderlich chiude un’avventura originale che coniugando ciclismo e musica ha permesso di stringere nuove amicizie istituzionali e artistiche.

Partita domenica 30 agosto da Piazza della Repubblica, la carovana ‘guidata’ dall’assessore alla Cultura Ruben Cittadini ha raggiunto in bici tappe intermedie artisticamente di prestigio come Pesaro, Rimini, Cesenatico, Cervia, Ravenna, Vignola, Castelvetro, Maranello e Cento; ha poi attraversato Veneto (Venezia, Padova) e Friuli (Povoletto, Udine e Gorizia), sconfinando in Slovenia tra memorabili incontri, concerti ed esperienze.

L’arrivo a Gorizia

Nell’imminenza della 45ª edizione del Premio internazionale della fisarmonica cui PIFarounds – Il pentagramma a pedali funge da apripista, il concerto di chiusura si svolge dunque significativamente nella città sassone gemellata con Castelfidardo, proprio in ragione dell’affinità produttiva e musicale.

L’arrivo a Povoletto

«Siamo entusiasti, si è svolto tutto nel migliore dei modi: in ogni città che abbiamo toccato lungo il percorso c’è stata una bella accoglienza e tanta gente», sottolinea Giacomo Medici. Grazie alla riprese degli operatori Carlo Bragoni e Roberto Riccitelli, PIFaround sarà presto anche un docufilm che arricchisce il patrimonio di documentazione utile per le procedure Unesco.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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