Museo della fisarmonica, riapertura al pubblico prevista per il 9 maggio

Attivato l’art bonus che permette ad aziende e mecenati di usufruire di rilevanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta nella misura del 65%

Castelfidardo, 24 febbraio 2020 – Il 9 maggio 1981 veniva inaugurato in una giornata di festa passata legittimamente alla storia, il Museo internazionale della fisarmonica fortemente voluto dagli amministratori dell’epoca e da personalità di spicco come il maestro Gervasio Marcosignori per dare una degna rappresentazione e vetrina al patrimonio culturale e artigiano fidardense.

A distanza di quasi 40 anni, dopo un sostanzioso intervento di restyling logico e strutturale, il prossimo 9 maggio lo scrigno di Via Mordini verrà restituito alla fruizione della città di cui è un simbolo e dei numerosi turisti che, con una media di 15.000 visite all’anno, lo rendono tra i più apprezzati delle Marche.

«Il Museo della fisarmonica testimonia la geniale vocazione artistica e imprenditoriale del nostro tessuto civile e se ne è inteso esaltare il valore conciliando tradizione e innovazione – ha spiegato il sindaco Roberto Ascani – Un gioiello che appartiene a tutte le generazioni e a cui tutti possono contribuire cogliendo l’opportunità fornita dall’art bonus». Un progetto di 47mila euro pensato per realizzare ulteriori opere di abbellimento atte a migliorare la visibilità della sede e ad arricchire gli ambienti interni.

Castelfidardo – Il sindaco Roberto Ascani

Dopo gli interventi murari ed edili finanziati per buona parte da fondi europei messi a disposizione dalla Regione svolti nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza, si stanno perfezionando gli ultimi dettagli dando la possibilità alle aziende del territorio di entrare a far parte del gruppo di lavoro e della squadra di mecenati di un nobile progetto.

L’Art bonus è pratica ampiamente diffusa, permette di usufruire di rilevanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta nella misura del 65%, come previsto dalla legge sulle erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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