Incontro – confronto ravvicinato con il Maestro Giuseppe Donghi

Castelfidardo. L’ottava edizione di Incontriamoci tra le righe curata da Maria Lampa, appena conclusa,  aveva per tema: Il coraggio di sognare; e tantissime sono state le testimonianze personali di autori letterari, pittori, scultori, lettori, fotografi, che le hanno espresse con le loro opere. A questi si sono aggiunti i tanti ospiti provenienti da diversi regioni d’italia che hanno contribuito raccontando in che modo sono riusciti a realizzare i propri sogni.

Il Maestro Giuseppe Donghi al lavoro
Il Maestro Giuseppe Donghi al lavoro

Fra gli artisti che hanno partecipato ce n’è uno, sognatore per eccellenza: il Maestro Giuseppe Donghi che, rimanendo nelle Marche qualche giorno, ha deciso di regalare ai suoi estimatori un incontro ravvicinato.

Il meeting è fissato per giovedì 20 ottobre alle 21 presso il Klass Hotel di Castelfidardo – via Adriatica, 22 – S.S. 16 km. 317 -.

Per l’occasione Donghi racconterà quando ha incontrato il disegno e la pittura, fino a fare dell’arte lo scopo della sua vita. Si soffermerà sul valore dell’arte figurativa: pittura, scultura, fotografia, quale espressione comunicativa della nostra vita.
Parlerà del valore sociale dell’espressione artistica in forma di hobby, che diventa un modo per stare bene insieme, confrontarsi e scambiare esperienze.
La serata è aperta a tutti coloro che amano l’arte indipendentemente dall’esperienza fatta o che intendono fare in questo campo.

E per chi lo desidera, informando preventivamente l’organizzazione, il Maestro si metterà a disposizione per offrire suggerimenti, indicazioni e dimostrazioni pratiche sui lavori già eseguiti o in fase di lavorazione.

Il grosso seguito che ha questo artista rende l’incontro di giovedì una occasione unica per conoscerlo ed ascoltarlo di persona.
Per info e contatti rivolgersi a Maria Lampa, 335-8374212


Un commento alla notizia “Incontro – confronto ravvicinato con il Maestro Giuseppe Donghi”:

  1. maria lampa says:

    l’incontro con Giuseppe Donghi è stato interessante, ricco di spunti pratici per gli amanti della pittura. La sua testimonianza di vita, il suo concetto di Arte ha catturato l’attenzione dei tanti che sono intervenuti.
    L’uomo per sua natura, ha bisogno di esprimersi e la pittura, fotografia, scultura, parola…. sono espressioni dell’anima di ogni persona. Fare le cose insieme, come corsi di scrittura, pittura o fotografia ecc ecc porta beneficio a tutti perchè crea relazioni di spessore intorno ad un interesse, una passione che accomuna varie persone.
    Un GRAZIE immenso al Maestro Donghi per la sua semplicità e generosità all’ascolto e al piacere di condividere e regalare suggerimenti preziosi.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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