Bando Unesco per trovare dieci nuovi soci marchigiani

Educazione, scienza, cultura e comunicazione le attività proposte a giovani fra i 20 e i 35 anni

Fino al 10 ottobre sarà possibile inviare la propria candidatura per essere selezionati e diventare un nuovo socio Unesco.

Oltre duecento giovani, tra studenti, ricercatori, artisti, professionisti, manager e imprenditori compongono l’anima del comitato giovani della commissione nazionale italiana per l’Unesco. L’Associazione si prefigge di supportare in Italia le attività di questa organizzazione mondiale nel campo dell’educazione, della scienza, della cultura e della comunicazione, promuovendone progetti, valori e priorità nelle comunità locali, attraverso la ricerca della partecipazione attiva di giovani e della società civile in iniziative ed eventi di rilevanza nazionale.

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Se far parte di un progetto del genere ti interessa, allora corri ad inviare la tua proposta di candidatura per entrare a far parte del Comitato Giovani della Commissione nazionale italiana! Sono in corso le selezioni per scegliere i nuovi soci provenienti da tutte le regioni d’Italia. C’è tempo fino al 10 ottobre. I bandi, con tutti i dettagli delle posizioni aperte e le modalità di candidatura, sono disponibili sul sito unescogiovani.it

Le figure ricercate dalla commissione appartengono a ragazzi particolarmente presenti e attivi sul territorio della regione di riferimento; motivati e pronti a sostenere e veicolare i valori e i principi dell’Unesco, convinti che la cultura e l’educazione siano i pilastri per lo sviluppo e il progresso del Paese. Per la regione Marche i posti disponibili per i nuovi soci sono dieci.

Requisiti di partecipazione: età compresa fra i 20 e i 35 anni, possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o universitario; essersi distinti per merito in ambito scolastico, accademico o professionale nei campi dell’educazione, della scienza e della cultura. Costituirà un ulteriore titolo preferenziale la conoscenza di base del mandato dell’Unesco, ed esperienze pregresse nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite; ad esempio attività di ricerca e di studio, volontariato, tirocini, stage. Altre componenti fondamentali del profilo devono essere affidabilità, senso di responsabilità, forte motivazione, ottima predisposizione a lavorare in gruppo, buona conoscenza di una o più lingue straniere (inglese/francese), buona conoscenza del proprio territorio sotto il profilo storico-artistico-culturale.

PowerPoint Presentation

I soci regionali selezionati per ciascuna delle 20 regioni italiane, andranno ad affiancare il rappresentante regionale dell’associazione ed i soci già presenti nel processo di strutturazione dell’organizzazione a livello locale nella pianificazione e nella programmazione delle attività ad essa connesse, e agli obiettivi del comitato.

Le figure maggiormente ricercate rientrano all’interno dei seguenti ambiti: comunicazione (esperienza documentata nel settore comunicazione/ ufficio stampa/ social media, competenze in grafica e programmazione siti web), fundraising e crowdfunding (esperienza documentata nell’utilizzo di piattaforme di raccolta fondi, competenze in materia di euro progettazione e bandi nazionali), e miur (esperienza in materia di didattica, formazione, istruzione, educazione, e conoscenza del sistema scolastico).

Il bando, con tutte le informazioni per trasmettere la propria candidatura, è scaricabile dal sito alla pagina http://www.unescogiovani.it/wp-content/uploads/MARCHE.pdf


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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