Sold out la proiezione del documentario su Roberto Rabini

Da un’idea di Angelo Monaldi la celebrazione dell’artista e poeta cameranese che andrà in scena il 30 agosto alle 21.15 nel cortile del Centro Baden Powell

Camerano, 18 agosto 2019 – Sono bastate 24 ore dall’apertura della distribuzione per mandare esauriti i biglietti della serata che Camerano dedica al pittore e poeta, nonché concittadino, Roberto Rabini (1924-2011).

Il pittore e poeta cameranese Roberto Rabini (1924-2011)

Grazie a un’idea di Angelo Monaldi, professionista operatore culturale, con esperienze locali e all’estero nell’ideazione di progetti ed eventi, è stato realizzato il progetto “Roberto Rabini Documentario”, la produzione cioè di un documento audiovisuale con il chiaro obiettivo di diffondere le doti artistiche di uno straordinario testimone della cultura cameranese. Una proposta in continuità con la mostra “Una vita per l’arte”, realizzata nel 2016 sempre a Camerano  presso la Chiesa di San Francesco dall’Associazione Culturale Le Muse.

A sinistra, Angelo Monaldi durante la lavorazione del documentario su Roberto Rabini

Il documentario, patrocinato e sponsorizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Camerano, BCC Filottrano (possessore di numerose opere di Rabini), e l’azienda Giesse Tech srl, è un viaggio attraverso le opere dell’artista: i suoi dipinti, il suo taller di lavoro, la sua biografia, disegni, carte d’invito, manifesti, articoli di giornale, vecchi servizi televisivi, cataloghi, oggetti personali.

Il progetto ha il privilegio di contare sulla collaborazione della famiglia Rabini, oltre al valore aggiunto della partecipazione di Annarita, figlia del pittore, che interverrà nel documentario parlando della figura di Roberto come artista, padre e uomo.

Camerano, il paese, dove l’artista nacque e lavorò durante tutto l’arco della sua vita, sarà co-protagonista del documentario. Le opere di Rabini mostrano una chiara passione per il suo territorio: i luoghi dell’anima, la gente a lui vicina, le scene tradizionali immortalate nei suoi dipinti.

Il documentario verrà proiettato in prima visione a Camerano, il 30 agosto prossimo alle ore 21:15 presso il Cortile del Centro Baden Powell; successivamente verrà condiviso sui social network ufficiali Roberto Rabini Artista (Facebook, Instagram e YouTube).

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Eurogames” alias Giochi senza frontiere

Debutto questa sera su Canale 5 condotto da Ilary Blasi e Alvin, giudice Jury Chechi


19 settembre 2019 – Si potrebbe definire un ritorno al passato, la riproposizione di un format di sano successo televisivo e non solo o, dal punto di vista degli addetti ai lavori di casa Mediaset, la rincorsa ad ascolti da capogiro. Ascolti che vent’anni fa in Rai toccarono punte anche di 20 milioni di spettatori a puntata. Comunque sia, c’è grande attesa per la prima puntata di questa sera su Canale 5 in prima serata di Eurogames, alias Giochi senza frontiere.

A vent’anni di distanza dall’ultima puntata di Giochi senza frontiere, con lo storico conduttore Ettore Andenna su tutti, questa sera Ilary Blasi e Alvin – con Jury Chechi a fare da giudice – (foto) terranno a battesimo Eurogames: sei puntate di giochi e sfide tra sei nazioni: Spagna, Russia, Grecia, Germania, Polonia e Italia.

Non c’è nessuna differenza tra Giochi senza frontiere ed Eurogames a livello di contenitore. E la curiosità sta nel constatare se oggi l’immaginario collettivo potrà essere catturato da quel tipo di proposta. All’epoca, non c’era ancora l’Europa Unita. Così come non c’era l’euro (era in embrione), e lo spread non fregava a nessuno. La Germania e la Francia non detenevano l’esclusiva delle decisioni in Eurozona, e le nazioni che partecipavano a Giochi senza frontiere si scontravano in un clima gaio di allegra fratellanza piena di aspirazioni future.

Il quadro internazionale è cambiato parecchio in questi ultimi venti anni, certi “rancori” socio-politici allora non esistevano e sarà interessante vedere questa sera come reagirà il pubblico europeo, ma soprattutto quello italiano, alla riproposizione di quei giochi sotto il nuovo nome di Eurogames.

L’unica vera differenza tra i vecchi Giochi ed Eurogames è che le puntate non saranno itineranti (una serata in ogni nazione partecipante), ma andranno in onda tutte da un unico luogo, ovvero Cinecittà World in Italia, all’interno di un’arena che rievoca il Circo Massimo.

Non so voi, ma io stasera sarò lì davanti alla tv a tifare Italia sperando riesca a battere sia la Francia sia la Germania. Reminiscenze calcistiche? È probabile, difficile gestire l’inconscio. Ma, hai visto mai che almeno nei giochi si riesca a prevalere su quel senso di sudditanza che ci accompagna da troppo tempo nei confronti di “quelli”? In allegria, gioia e fratellanza, sia chiaro!


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