“Quella con le scarpe rosse” la trovi venerdi 11 al Caffè Letterario

Camerano. Nuovo appuntamento musicale venerdì 11 novembre presso l’antico cantinone dell’ex convento francescano in Piazza Umberto Matteucci.

Sul palco del Caffè Letterario, con inizio alle 22.30, sarà di scena “Quella con le scarpe rosse” – Female acoustic Trio.

Il trio acustico tutto al femminile "Quella con le scarpe rosse"
Il trio acustico tutto al femminile “Quella con le scarpe rosse” di scena venerdì 11 novembre – ore 22.30 – al Caffé Letterario in piazza Matteucci

Il gruppo, tutto al femminile, nasce in occasione del 25 Novembre 2014, giornata internazionale contro la violenza di genere: Valentina Lucchetti (voce), Claudia Giaccaglia (voce) e Valentina Nardi (chitarra e voce), decidono di portare in strada e sul palco un’immagine di donna presente, cosciente, viva e pungente.

A tale scopo scelgono di presentare se stesse in maniera ironica ma consapevole: vestono costumi retrò, tipici di epoche in cui l’emancipazione femminile era ancora taboo ma al contempo, tra una canzone e l’altra, alludono sarcasticamente a temi scottanti, si congratulano con la signora che ha cacciato di casa il caro e vecchio Jack (‘Hit the road Jack!’), si stupiscono che, una tantum, sia stato un ‘Pinguino Innamorato’ a lasciarci le penne, intimano di non calpestare le loro scarpe rosse (‘Don’t you step on my “red” suede shoes!’).

Gli arrangiamenti e le armonizzazioni, appositamente riscritte secondo le regole della polifonia poliritmica vocale, rendono il concertino unico nel suo genere.

Nello spazio video del giornale, www.corrieredelconero.it, presente in ogni pagina interna, troverete un assaggio/presentazione di questo interessantissimo trio.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo