Tornano operativi i controlli estivi lungo la Strada Provinciale 1 del Conero

Richiesti dai Comuni di Ancona e Sirolo nel primo fine settimana hanno prodotto 12 multe ad altrettanti conducenti di auto e moto

Sirolo, 6 giugno 2022 – Sono entrate nella fase operativa le intese coordinate da Prefettura, Forze dell’ordine e Comune di Sirolo per la prevenzione degli incidenti mortali nel periodo estivo lungo la Strada Provinciale 1 del Conero, che spesso hanno coinvolto motociclisti.

Prevenzione degli incidenti mortali lungo la Strada Provinciale 1 del Conero

Dopo l’individuazione delle necessità, nell’incontro del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica allargato ai Sindaci organizzato nelle scorse settimane dalla Prefettura, e la richiesta formale dei Comuni di Ancona e Sirolo competenti per la cosiddetta Strada del Monte Conero, il prefetto di Ancona, Darco Pellos, ha chiesto di attuare i servizi di polizia stradale.

Il questore di Ancona Cesare Capocasa e la dirigente della Sezione Polizia Stradale di Ancona, Monica Grazioso, hanno coordinato la pianificazione del potenziamento dei servizi preventivi, espletati con l’impiego di dispositivi mobili di rilevazione della velocità, facendo ricorso agli agenti della Sezione Polizia Stradale di Ancona, della Polizia Provinciale e della Polizia Locale, che hanno operato in diversi tratti della SP 1.

Sono state controllate diverse decine di veicoli e motocicli, e multati 12 conducenti per: revisione scaduta, mancato possesso dei documenti di circolazione o di guida, velocità non adeguata, alterazione di dispositivi e mancanza della copertura assicurativa

«Finalmente – ha dichiarato il sindaco di Sirolo Filippo Moschelladopo tante notizie riguardanti i comportamenti scorretti di alcuni motociclisti, che mettono a repentaglio la propria vita, quella dei conducenti di auto e biciclette e quella dei pedoni che camminano lungo la strada per raggiungere i sentieri del Monte Conero, con la sinergia delle forze dell’ordine il fenomeno negativo sarà monitorato seriamente per la tutela della pubblica incolumità».

Sirolo – Il sindaco, Filippo Moschella

Per Moschella, che ringrazia la Prefettura, la Questura, la Polizia Stradale e la Polizia Provinciale per le risorse dedicate al progetto: «dopo tante parole è arrivato il momento del fare. Ovviamente, i servizi di controllo proseguiranno per tutta l’estate, quando è maggiore il traffico veicolare e la presenza di turisti».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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