Sirolo – Il questore di Ancona potenzia la vigilanza sul territorio

Proficuo l’incontro con il primo cittadino Moreno Misiti

Sirolo – Incontro rassicurante quello avvenuto tra il questore di Ancona dott. Oreste Capocasa e il sindaco di Sirolo Moreno Misiti per fare il punto sull’ordine pubblico alla luce dei recenti episodi di cronaca (furti di veicoli e furto in una boutique in via Giulietti).

Il questore di Ancona Oreste Capocasa

Nell’occasione, il questore ha reso edotto il sindaco del fatto che, per il periodo estivo, la questura aveva già programmato il potenziamento dell’attività di controllo e di vigilanza, con un aumento delle pattuglie nel territorio dei Comuni di Sirolo e Numana.

Preso atto della recrudescenza dei fenomeni di micro-criminalità, il questore ha assicurato già nell’immediato un incremento dell’attività di pattugliamento.

Moreno Misiti, sindaco di Sirolo

«Ringrazio il questore per la consueta attenzione e la particolare sensibilità dimostrata nei confronti di Sirolo e dell’intera Riviera del Conero – ha dichiarato il sindaco – in quanto la micro-criminalità non va sottovalutata. La videosorveglianza nel territorio, predisposta dall’Amministrazione comunale, ha dato i suoi frutti, consentendo l’individuazione dei responsabili di alcuni episodi criminosi ma da sola non è sufficiente. Pertanto il potenziamento dell’attività di prevenzione da parte delle forze dell’ordine è encomiabile, soprattutto in questo periodo storico di scarsità di mezzi e di personale per le note ragioni di finanza pubblica. Occorre  riconoscere i meriti della questura di Ancona, che è particolarmente attiva e dà risposte immediate e concrete alle esigenze di tutela dell’ordine pubblico nell’ambito provinciale».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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