Scatta la prevenzione estiva lungo la Strada Provinciale 1 del Conero

Coordinata da Prefettura e Questura dorica su richiesta dei Comuni di Sirolo e Ancona

Sirolo, 22 giugno 2021 – Lo scorso fine settimana sono entrate nella fase operativa le intese coordinate da Prefettura, forze dell’ordine e Comuni di Sirolo e Ancona per la prevenzione degli incidenti mortali nel periodo estivo lungo la Strada Provinciale 1 del Conero, che spesso hanno coinvolto motociclisti.

Dopo l’individuazione delle necessità, effettuata nel corso del Comitato per l’ordine e la Sicurezza pubblica allargato ai Sindaci, organizzato nelle scorse settimane dalla Prefettura, e la richiesta formale dei Comuni di Ancona e Sirolo, competenti per la strada del Monte Conero, il Prefetto di Ancona Darco Pellos ha disposto i servizi di polizia stradale.

Il Questore di Ancona Giancarlo Pallini e il dirigente della Sezione Polizia Stradale di Ancona dottor Francesco Cipriano, hanno coordinato la pianificazione del potenziamento dei servizi preventivi, espletati con l’impiego di dispositivi mobili di rilevazione della velocità, facendo ricorso agli agenti della Polizia Stradale di Ancona, della Polizia Provinciale e della Polizia Locale, che hanno operato lo scorso sabato e domenica nel tratto di strada in questione.

Alcune decine i mezzi controllati fra veicoli e motocicli. Alcuni conducenti sono stati multati per violazioni al codice della strada.

il sindaco di Sirolo, Filippo Moschella

«Finalmente – dichiara il sindaco di Sirolo Filippo Moschelladopo tante notizie riguardanti i comportamenti scorretti di alcuni motociclisti che mettono a repentaglio la propria vita, quella dei conducenti di auto e biciclette e quella dei pedoni che camminano lungo la strada per raggiungere i sentieri del Monte Conero, in sinergia con le forze dell’ordine il fenomeno negativo sarà monitorato seriamente per la tutela della pubblica incolumità».

Oggi per Moschella, che ringrazia la Prefettura, la Questura, la Polizia Stradale e la Polizia Provinciale per le risorse dedicate al progetto: «dopo tante parole è arrivato il momento del fare. Ovviamente, i servizi di controllo proseguiranno per tutta l’estate, quando è maggiore il traffico veicolare e la presenza di turisti».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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