Revoca parziale del divieto di consumo acqua potabile

Resta in vigore limitatamente ed esclusivamente per i condomini di Via Vivaldi (civici 1 – 3 – 5) e Via Dante Alighieri (civici 10 – 10a – 10b)

Sirolo – Il sindaco Moreno Misiti ha divulgato una nuova ordinanza in merito al divieto di consumo dell’acqua potabile sul territorio comunale per la presenza di colibatteri. Si aspettava in mattinata l’analisi dell’Asur che è puntualmente arrivata.

Il sindaco Moreno Misiti ha disposto la revoca parziale del divieto di consumo di acqua potabile

In una nota Misiti fa sapere:

A seguito delle analisi effettuate dall’Arpam e dalla società Acquambiente Marche Srl, l’Asur ha comunicato i nuovi esiti proponendo la parziale revoca dell’ordinanza n. 14/2018.
Con nuova ordinanza del sindaco emessa oggi, 12 marzo, è stato stabilito che il divieto di uso dell’acqua potabile rimane vigente limitatamente ed esclusivamente per i condomini di Via Vivaldi (civici 1 – 3 – 5) e Via Dante Alighieri (civici 10 – 10a – 10b).

Il divieto è revocato invece per tutto il resto del territorio comunale.

L’approvvigionamento idrico tramite autobotti, per le utenze di cui sopra, è disponibile sin da oggi nel parcheggio di Via Vivaldi, di fronte ai civici 1-3-5”.

Da informazioni assunte presso Acquambiente è possibile individuare la causa della non conformità con il fatto che le intense precipitazioni nevose e il gelo derivante dalle abnormi basse temperature hanno variato le condizioni locali idrauliche (perdita in un piccolo tratto di condotta) determinando la rottura della stessa con peggioramento delle condizioni di igienicità.

Ad Acquambiente è stata ordinata l’adozione di ogni misura idonea a consentire il ripristino delle condizioni di idoneità al consumo umano dell’acqua erogata, e di fornire adeguata informazione.

Acquambiente, su richiesta del sindaco, ha chiarito che la rete idrica comunale, anche se un po’ vetusta, è in buono stato di manutenzione e che l’episodio di questi giorni costituisce un fatto isolato, dovuto alle cause già espresse e che rivestono un carattere eccezionale.

Il sindaco ha comunque invitato Acquambiente a monitorare tutta la rete idrica e ad adottare tutte le misure per evitare che episodi similari si verifichino in futuro.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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