Operativa dal 7 aprile la campagna di vaccinazione per i sirolesi

Disponibile anche per numanesi e cameranesi purché il loro medico di famiglia abbia aderito all’iniziativa

Sirolo, 7 aprile 2021 – Sono partite questa mattina le vaccinazioni nel punto vaccinale territoriale del Comune di Sirolo, organizzato dall’Amministrazione comunale presso la Croce Azzurra, certificata sede idonea dall’Asur Marche il 31 marzo scorso.

Nel punto vaccinale potranno recarsi tutti i cittadini sirolesi, prenotando telefonicamente all’utenza 071 93 30 255, e quelli dei Comuni di Numana e Camerano tramite i propri medici di famiglia che hanno aderito all’iniziativa. Le vaccinazioni avvengono seguendo il calendario stabilito dalla Regione Marche.

Sirolo – Il punto vaccinale presso la Croce Azzurra in Via del Gelso 52

I vaccini utilizzati sono quelli distribuiti giornalmente dal sistema sanitario regionale. Questa prima giornata, per rendere l’idea, vengono inoculati vaccini Pfizer e AstraZeneca e sono i medici a deciderne l’utilizzo in base alle caratteristiche del singolo vaccinato. La stima di questa prima tornata d’inoculazioni, dice che circa il 20% dei vaccinati appartengono alla fascia 80/89 anni, mentre il restante 80% appartengono alla fascia 70/79 anni.

Il sindaco Filippo Moschella ritiene che l’apertura del punto vaccinale, voluto fortemente da tutta la Giunta comunale: «è la prova tangibile dell’elevato livello di protezione sanitaria erogato a favore di tutti i sirolesi».

Infatti, la Regione Marche ha stabilito che i medici di famiglia devono vaccinare gli assistiti nel proprio ambulatorio, ma a Sirolo quattro medici ricevono nell’ex Ospedale San Michele, quindi, per garantire sufficienti distanziamenti e percorsi differenziati così come stabilito dalle linee guida, e l’assistenza di personale per eventuali attività di soccorso, il Comune ha proposto un’alternativa stipulando un accordo coi sanitari e l’associazione di volontariato Croce Azzurra che gestisce le ambulanze.

Sirolo – Un momento della vaccinazione presso la Croce Azzurra

Comune di Sirolo e Croce Azzurra forniscono la sede per le vaccinazioni, il supporto per il trasporto da Ancona a Sirolo dei vaccini e per l’attività amministrativa di ricezione delle prenotazioni, organizzazione dell’accoglienza e assistenza agli utenti, nonché la collaborazione per tutto il periodo di osservazione post somministrazione con la costante presenza di un’ambulanza e una squadra di pronto soccorso per eventuali emergenze.

Spiega Moschella: «Siamo in contatto costante con la direttrice generale dell’Asur Marche dottoressa Nadia Storti che, insieme ai suoi collaboratori, ci ha fornito utili indicazioni nella fase organizzativa con encomiabile professionalità, al fine di garantire la vaccinazione del maggior numero possibile di sirolesi ed eliminare al più presto il virus Covid-19, la cui circolazione, anche sotto forma di variante, può avere conseguenze letali e gravi ripercussioni per le attività economiche locali, che attendono, a breve, le prenotazioni per il periodo estivo».

L’Amministrazione comunale sirolese, inoltre, sta aspettando che l’Asur dia la possibilità di impiegare i medici volontari oltre quelli di famiglia: «perché abbiamo già individuato diversi professionisti pronti a scendere in campo alla Croce Azzurra, per aumentare il numero delle vaccinazioni».

Sirolo – Il sindaco Filippo Moschella

La velocità delle somministrazioni, ovviamente, è legata alla disponibilità dei vaccini. «Al momento non possiamo prevedere la velocità delle vaccinazioni e i tempi d’attesa, per la mancanza di certezze in merito alla disponibilità di vaccini e alle richieste – conclude il primo cittadino sirolese – I sanitari, cui va il mio personale ringraziamento a nome di tutta la cittadinanza, sono pronti a inoculare ogni dose di vaccino messa a disposizione dall’Asur, senza perdere nemmeno un minuto».

Per la cronaca, il servizio di vaccinazioni gratuite nel Comune di Sirolo si affianca a quello operato dalla Regione e Asur Marche, quindi gli utenti potranno sempre scegliere dove vaccinarsi, anche in relazione ai tempi d’attesa.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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