Multe al Passo del Lupo e sulle provinciali SP2 e SP1

Servizio serrato di prevenzione stradale lungo le principali vie di transito sirolesi per l’incolumità di turisti, visitatori e residenti

Sirolo, 21 agosto 2020 – Continuano serrati i controlli voluti e messi in campo dall’Amministrazione comunale sirolese in merito alla prevenzione degli assembramenti per evitare i contatti a rischio, sia negli spazi pubblici, sia in tutte le spiagge.

Al Passo del Lupo, nonostante sia interdetto al pubblico, diverse persone sono state multate mentre percorrevano il viottolo per raggiungere la spiaggia delle Due Sorelle. Prevenzione degli incidenti, in alcuni casi mortali, anche lungo le strade provinciali SP2 e SP1, in cui sono rimasti coinvolti anche alcuni motociclisti.

Sirolo – I vari corpi di Polizia impegnati nel servizio di prevenzione stradale

Ieri, lungo la SP1 è stato effettuato l’ennesimo controllo coordinato sul posto dalla Polizia stradale, con la Polizia provinciale e quella Locale di Sirolo, nel corso del quale è stato utilizzato l’autovelox per la verifica automatica e immediata della velocità. Parecchi i veicoli controllati, 15 le violazioni al codice della strada contestate immediatamente dalle pattuglie operanti, tutte dovute al superamento del limite di velocità.

«Anche ieri – ha dichiarato il sindaco Filippo Moschella nel ringraziare le varie Polizie – con la sinergia tra le forze dell’ordine è stato possibile tutelare la sicurezza stradale e monitorare seriamente il fenomeno dei comportamenti scorretti dei motociclisti che mettono a repentaglio la propria vita, quella dei conducenti degli altri veicoli e quella dei pedoni che camminano lungo la strada provinciale per raggiungere i sentieri del Monte Conero».

La presenza di turisti dimoranti e visitatori giornalieri presenti in tutto il territorio comunale in queste settimane è notevole, pertanto: «I servizi di controllo continueranno anche nei prossimi giorni».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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