La Giunta Moschella consegna otto nuove abitazioni in Piazza Vaselli

Gli appartamenti terminati in brevissimo tempo destinati a nuclei familiari bisognosi

Sirolo, 1 giugno 2020 – Consegnate otto nuove abitazioni in Piazza Vaselli, costruite dal Comune di Sirolo con le proprie risorse, ad altrettanti nuclei familiari bisognosi, terminando in tempi record le procedure di installazione e attivazione delle utenze. Appartamenti che si aggiungono a quelli già esistenti nella stessa piazza e a quelli ubicati nella centralissima Piazza Vittorio Veneto provenienti dall’ex Opera Pia San Michele.

Il sindaco Filippo Moschella, che si è occupato in prima persona della consegna, sottolinea: «Salgono così a ventuno gli appartamenti costruiti e gestiti direttamente dal Comune con finalità socioassistenziali, che si aggiungono alle quarantotto abitazioni dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica di Sirolo».

La Giunta comunale, in occasione della consegna, ha annullato tutti i precedenti regolamenti riguardanti la materia e ne ha approvato uno nuovo nel corso dell’ultimo Consiglio comunale dello scorso 25 maggio, con il voto favorevole dei soli Consiglieri di maggioranza dal momento che quelli di minoranza si sono astenuti.

Sirolo – Il sindaco Filippo Moschella, al centro, attorniato dai destinatari dei nuovi alloggi

Per il primo cittadino, dopo oltre vent’anni di opacità per la presenza di regole diverse che avrebbero potuto favorire alcuni a scapito di altri specialmente in merito al calcolo degli affitti, al subentro e all’assegnazione degli alloggi: «da oggi saranno chiari i diritti e i doveri di tutti i nuclei familiari bisognosi, che pagheranno in base al valore minimo al metro quadro indicato nelle tabelle per le abitazioni di tipo economico della banca dati delle quotazioni immobiliari dell’Agenzia delle Entrate, ridotto in percentuale in base all’Isee».

Il nuovo regolamento approvato il 25 maggio, prevede anche una fase transitoria durante la quale tutti gli affittuari potranno recedere dal loro contratto di affitto per stipularne uno  nuovo, a prezzi più convenienti, col Comune, in base alle nuove regole e alle diverse riduzioni secondo le fasce Isee d’appartenenza.

Per la Giunta Moschella, che ha così realizzato un altro obiettivo del suo programma elettorale rivolto alla tutela delle persone anziane bisognose e delle famiglie con minori in stato di necessità: «Da oggi, tutti coloro che necessitano di aiuti socioassistenziali a Sirolo saranno trattati con equità».

 

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di Paolo Fileni

Droga – Coltivazione pubblica per fare cassa

Lo ha proposto una consigliera della Regione Marche. Ginesi amplia il concetto anche alla prostituzione


10 luglio 2020 – Dopo i fatti di Terni, e l’aumento esponenziale del numero degli spacciatori di ogni genere di droghe sia nelle Marche sia in tutto il resto d’Italia, il professore Armando Ginesi entra nel merito della questione ed analizza la situazione in corso. Toccando anche il tema della gestione pubblica della prostituzione. Gli lascio spazio nella pagina, non prima però di lanciare un messaggio a tutti quei sapientoni che sostengono che certe droghe non facciano male: avete ragione, per togliere il disturbo basta un po’ di metadone! Scrive Ginesi:

Premessa: io sono, da sempre, contro l’uso delle droghe che non siano usate a scopo terapeutico, prescritte però dai medici e non dagli stregoni. Perché servono a fornire spunti di fantasia a chi ha il cervello lento (anche se alla fine glielo bruciano del tutto), e perché ascolto i pareri degli esperti veri: farmacologi,neurologi, pneumologi, psichiatri, gastroenterologi, internisti, oncologi e via dicendo.

Di esperti farlocchi in giro ce ne sono pure troppi: tutti nullasapienti, autonominatisi specialisti perché hanno letto qualche libro, finanziato dai trafficanti di stupefacenti, nei quali si sostiene, addirittura, che le droghe fanno bene, mentre sono l’alcol e il tabacco a danneggiare l’organismo (e questo non solo è vero, ma verissimo).

D’altra parte in una società in cui ci sono i terrapiattisti a tenere conferenze pubbliche, che ti vuoi aspettare! Dunque le droghe si possono comperare legalmente? Sì, dicono alcuni. No, dicono altri. Consulto la legislazione: una confusione a non finire. Si può, purché sia cannabis sativa con tasso di THC (molecola di tetraidrocannabinolo) non superiore allo 0,2%. Ma qualche giudice – più permissivo forse perché sfumacchia pure lui – arriva allo 0,5%. La Legge 242 del 2016 dice questo, perciò si può ma certe sentenze, anche della Cassazione (e quindi che fanno giurisprudenza), dicono no. All’italiana.

Il mio consiglio: al posto di uno spinello fatevi una salsiccia, che è meglio. A chi non mangia per motivi religiosi il porco, consiglio una banana o una bella pesca Percoca.

A proposito di droga: avete tutti letto del caso triste di quei due ragazzi di Terni (15 e 16 anni) che sono morti dopo aver assunto metadone (roba leggera, dunque: la danno pure in ospedale ai tossicodipendenti per indurli a smettere!!!!). IL P.M. ternano ha detto: “Siamo tutti colpevoli”. Ed ha ragione. Ma intanto, visto che hanno identificato il pusher, reo confesso, dica ai suoi amici e colleghi magistrati inquirenti di andarci giù pesanti con la condanna, perché due ragazzi di 15 e 16 anni non possono essere assassinati così.

Intanto la politica invece di contrastare il dilagare di questi veleni sembra volerli incoraggiare. Qualcuno ha detto che il perché lo si capirebbe se si facesse un test antidroga a tutti i parlamentari. Mi sa che ha ragione, costui. Nel frattempo una di essi, una consigliera regionale, ha fatto una proposta alla Regione Marche: di coltivare essa la canapa indiana, così incassa danaro con cui dare una sistemata ai conti, impedisce il contrabbando, frena le overdose e toglie di mezzo i pusher.

Buona idea, che si potrebbe estendere a tutte le Regioni dello Stivale. Alla quale mi permetto di aggiungerne un’altra: gestire la prostituzione. Così si incassa un sacco di soldi con i quali si potrebbero offrire molti servizi che dovrebbero essere dati ma che non lo sono, si eliminerebbero gli sfruttatori-protettori, si darebbe una mano al mantenimento dell’ordine pubblico, evitando tutti quei fatti delittuosi che solitamente ruotano attorno alle cose proibite, a cominciare dal reato di atti osceni (non è vietato, oggi, esercitare la prostituzione ma sono puniti lo sfruttamento e, in certi casi, la fruizione).

E scusate tutti se mi sono permesso. Lo so non è il mio mestiere quello di dare consigli di politica attiva, ma sono pur sempre un cittadino di un sistema che si autodefinisce libero e democratico e che riconosce il diritto alla manifestazione del pensiero”.

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