Inaugurato il primo fuoristrada 4×4 della Polizia Locale

Voluto dalla Giunta Moschella per potenziare il soccorso pubblico

Sirolo, 11 agosto 2019 – È entrato in servizio il primo fuoristrada a 4 ruote motrici acquistato dalla Giunta Moschella nell’ambito del progetto Spiagge sicure, autorizzato dalla Prefettura di Ancona e finanziato dal Ministero dell’Interno.

La vettura è stata dotata di gancio di traino e catene da neve, per aumentarne le possibilità operative  in qualsiasi scenario di soccorso pubblico, anche nei sentieri impervi del Monte Conero o in presenza di fango o neve.

L’autovettura della Polizia Locale è stata benedetta nella centralissima Piazza Vittorio Veneto dal Parroco don Michele Marchetti, alla presenza di Polizia di Stato, Polizia Stradale, Carabinieri, Forestali, Guardia di Finanza e Polizia Provinciale, che stanno operando in questi giorni a Sirolo per garantire la sicurezza di cittadini e turisti.

L’attività di controllo continuerà nel periodo di Ferragosto, sia di giorno che di notte, per contrastare atti vandalici e furti, e per garantire la sicurezza della viabilità della SP1, teatro, in passato, di incidenti mortali, così come richiesto dal Comune di Sirolo e autorizzato da Prefettura e Questura di Ancona.

Per il primo cittadino la sicurezza e il soccorso per cittadini e turisti sono prioritari, da qui l’aumento delle potenzialità operative del Comune e della Protezione Civile, presente pure in mare con l’idroambulanza.

 

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Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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