Il Parco del Conero approva la convenzione con la Vigilanza Antincendio Boschivo

Regolamentata la prevenzione incendi ed il controllo di tutta l’area protetta

Sirolo. Prevenzione incendi di tutta l’area protetta, costante monitoraggio del territorio con particolare riferimento alle problematiche ambientali e della sicurezza dei visitatori e collaborazione all’attuazione del Piano Anti Incendi Boschivi.

Il fuoco è il nemico numero uno delle aree boschive
Il fuoco è il nemico numero uno delle aree boschive

Sono questi i principali temi contenuti nella convenzione approvata dal Parco del Conero con la Vab, l’associazione di volontariato Vigilanza Antincendio Boschivo che dal 1974 si occupa di proteggere l’ambiente e in particolare il patrimonio boschivo, dal male più insidioso e distruttivo: il fuoco.

«Una convenzione – ha spiegato il Presidente del Parco del Conero, Lanfranco Giacchetti – che permetterà di avere un occhio aperto sul territorio e su eventuali problematiche a lui connesse».

 

I volontari della Vab monitoreranno:

 

  • stato di manutenzione del verde nelle aree di interfaccia attraverso l’analisi alle essenze presenti e al loro stato vegetativo;
  • stato di manutenzione delle fasce boscate perimetrali allo scopo di attivare interventi di potatura e abbattimento per diminuire la presenza di biomassa secca o seccagginosa, secondo le buone norme colturali e le indicazioni del Piano Forestale del Parco;
  • stato di manutenzione e presenza di interventi di mitigazione del rischio di incendio delle aree adibite a parcheggi, parco-giochi, attrezzature sportive, campeggi e sosta.

Sul fronte della cartellonistica e della sicurezza dei fruitori del parco, i Vab si occuperanno di mantenere efficiente l’installazione di cartelli di attenzione al rischio di incendi boschivi, della collocazione di segnaletica utile per consentire l’orientamento in caso di evacuazione e dello stato di manutenzione dei terreni confinanti con le sedi stradali prossime ai boschi.

L'estensione boschiva del Parco del Conero
L’estensione boschiva del Parco del Conero

Verranno inoltre monitorati i fossi, le scoline e i corsi d’acqua e lo stato di efficienza della viabilità carrabile esistente nelle zone boschive e delle piazzole di disimpegno che dovranno essere mantenute sempre sgombre e praticabili.

Non sono necessarie autorizzazioni da parte del Parco per rimuovere gli alberi caduti per cause naturali che impediscano il transito veicolare sulla rete viaria forestale ed antincendio, in quanto funzione di interfaccia civile e di pubblica incolumità.

Anche l’accesso alla rete viaria forestale e antincendio dei mezzi di vigilanza, di spegnimento e di soccorso non necessita dell’apposita autorizzazione.

I Vab saranno inoltre parte attiva della campagna informativa relativa alla problematica degli incendi boschivi attraverso azioni rivolte sia ai turisti che alla popolazione residente.

 

I servizi della Vab:

 

  • di sorveglianza antincendio;
  • di informazione degli utenti per agevolare gli spostamenti all’interno del Parco del Conero e sulle finalità del Parco stesso, compresi i criteri e le modalità di frequentazione al suo interno;
  • di estinzione del fuoco ed interventi di bonifica;
  • di protezione civile di antinfortunistica;
  • di osservazione e controllo del territorio con comunicazione tempestiva al Parco di eventuali eventi o fatti illeciti.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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