Il Comune richiede lo stato d’emergenza

Il sindaco Moschella lo ha chiesto al Servizio di Protezione Civile della Regione Marche

Sirolo, 11 luglio 2019 – Il forte nubifragio con tromba d’aria che ha colpito il territorio di Sirolo nel pomeriggio di martedì 9 luglio scorso ha provocato ingenti danni alle strutture pubbliche e private. Qui le spiagge non sono state danneggiate più di tanto e sono in pratica tornate a funzionare regolarmente.

L’abbattimento di un notevole numero di alberi ad alto fusto in diverse zone del territorio ha comportato la chiusura di numerose strade pubbliche. La principale situazione di pericolo si è verificata in un tratto della S.P.2 (Via La Forma), completamente ostruito dalla caduta di numerose alberature. Con i mezzi e gli uomini a disposizione del Comune, e con l’aiuto di altri mezzi privati, si è immediatamente intervenuti per consentire il ripristino della viabilità principale e secondaria.

Anche oggi si continua a lavorare per ripristinare la viabilità in alcune strade, e per mettere in sicurezza gli alberi che si trovano nelle vicinanze delle sedi stradali, mediante il taglio dei rami pericolanti.

Nell’ex zona artigianale di Sirolo è stata completamente divelta la linea aerea dell’illuminazione pubblica. L’area, oltretutto, è stata invasa anche da materiale proveniente dai vicini capannoni artigianali, che hanno subito a loro volta notevoli danni (scoperchiamento coperture, vetri rotti, oltre alle numerose alberature cadute all’interno delle proprietà private).

Visti dunque i numerosi danni ad alcune abitazioni residenziali di detta zona e gli allagamenti di piani seminterrati di abitazioni private e pubbliche, valutati i citati danni,  ieri 10 luglio il Comune di Sirolo ha chiesto al Servizio di Protezione Civile della Regione Marche che venga dichiarato lo stato di emergenza.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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