Comune di Sirolo: attivo di bilancio di oltre 2 milioni di euro

Il Consiglio comunale approva l'esproprio dei campi da tenni di Via Dante e s’impegna per la costruzione di un parcheggio interrato. Sul tetto, una cittadella sportiva della racchetta per un costo di 5 milioni di euro

Sirolo, 30 marzo 2019 – Nella seduta consiliare del 28 marzo stato approvato il rendiconto da cui si evince che nell’annualità 2018/2019 sono state eseguite e sono in corso di esecuzione opere pubbliche per euro 2.269.898,13 e che risulta a consuntivo un attivo pari ad euro 2.115.435,96.

La sede del Comune di Sirolo in Piazza Giovanni da Sirolo, 1

Inoltre, su proposta del sindaco Moreno Misiti, dopo che sono stati evidenziati i motivi di legge che hanno, di fatto e di diritto, impedito l’acquisto da parte del Comune di Sirolo dell’immobile dei Campi da Tennis di Piazza Dante, ceduto all’asta dalla Regione Marche a privati, è stato approvato un Ordine del Giorno con il quale si impegna il Consiglio Comunale, il sindaco e la Giunta comunale, ciascuno per le proprie competenze, ad avviare l’iter per l’esproprio per pubblica utilità dell’area per la realizzazione delle opere di interesse pubblico del seguente progetto:

  1. a) realizzazione di un parcheggio interrato ad un piano, il cui accesso avverrebbe da Via Carducci, che potrà ospitare circa 100 posti auto
  2. b) realizzazione di una vera e propria cittadella sportiva “della racchetta”, al di sopra del parcheggio, con annessa piccola struttura adibita a spogliatoi, circolo con bar e locali di servizio e deposito.

Le attività sportive previste sono:

  • Tennis, con due campi;
  • Squash, con due campi;
  • Beach Volley, un campo;
  • Ted ball, innovativa attività molto in voga tra i calciatori professionisti, simile al ping pong ma che sfrutta le peculiarità del calcio al posto delle racchette, con un tavolo;
  • Ping Pong, con due tavoli.

Ampio spazio sarà riservato alle zone verdi, con alberature di vario genere, cespugli, siepi e panchine, che si alterneranno alle strutture sportive e ricettive per garantire un confortevole spazio ai fruitori della struttura.

Per la realizzazione del progetto, considerata la grande superficie da riqualificare, è stato stimato un costo di circa 5.000.000,00 di euro.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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