Calendario manifestazioni Natale 2016 .

SIROLO/NUMANA. I due Comuni rivieraschi grazie alla collaborazione delle rispettive Pro loco, Humana Picena e Sirolo, più le associazioni di volontariato, in sinergia con il Comitato per il Presepio di Numana e l’Unitre, hanno stilato il calendario delle manifestazioni per il Natale 2016.

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Ben 34 eventi previsti, suddivisi tra i due Comuni, nel periodo che va da sabato 3 dicembre a domenica 8 gennaio, con l’intento di donare dei momenti di svago e riflessione ai turisti e residenti della Riviera, considerando ovviamente le persone ospitate per causa di forza maggiore, come residenti “temporanei” al pari di tutti i cittadini Numanesi e Sirolesi. Di seguito le iniziative a Sirolo

Sabato 3 dicembre

  • ore 17 Centro visite Parco del Conero

Conferenza: I lati nascosti del Sud Africa

  • Ore 21.15 Teatro Cortesi

Commedia teatrale: Porca miseria!

Domenica 4 dicembre

  • Dalle ore 9 Piazza Vittorio Veneto

Festa della castagna dai Sibillini a Sirolo

Venerdì 9 dicembre

  • Dalle ore 15 al centro di Sirolo

Keep Calm…It’s Christmas Happy Hour

Sabato 10 dicembre

  • Dalle ore 15 al centro di Sirolo

Keep Calm…It’s Christmas Happy Hour

  • Ore 21.15 Teatro Cortesi

Spettacolo teatrale: Incomunicabile

Sabato 17 dicembre

  • Ore 21.15 Teatro Cortesi

Spettacolo teatrale: Lu postarellu su la comune

Domenica 18 dicembre

  • Ore 18 Teatro Cortesi

La Corrida V edizione

Sabato 24 dicembre

  • Ore 23 Chiesa S. Nicola di Bari

Santa Messa di Natale

Sabato 31 dicembre

  • Dalle 19 Piazza Vittorio Veneto

Capodanno in piazza, live music, dj set e sorprese

Giovedì 5 gennaio

  • Dalle ore 9 al centro di Sirolo

Mercatini sfiziosi

  • Ore 18 Teatro Cortesi

Aspettando la Befana

Intrattenimento per bambini

Sabato 7 gennaio

  • Ore 21.15 Teatro Cortesi

Commedia teatrale El riò

Dal 24 dicembre al 8 gennaio nelle parrocchie di Marcelli e di Numana: Presepe artistico

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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