Al sicuro il fenicottero recuperato nel Parco del Conero

Equilibrio dopo le cure è tornato a Comacchio nel suo ambiente naturale

il giovane fenicottero rosa nella spiaggia dei Sassi neri a Sirolo vicino ad una creazione della Signora delle pietre. (foto Loriana Tittarelli)
il giovane fenicottero rosa nella spiaggia dei Sassi neri a Sirolo vicino ad una creazione della Signora delle pietre. (foto Loriana Tittarelli)

Finalmente il giovane esemplare di fenicottero rosa è tornato nel suo habitat naturale a Comacchio dopo la sua piccola fuga tra le spiagge di Sirolo.

Equilibrio, così è stato battezzato, è stato ritrovato il 17 agosto scorso da Loriana Tittarelli, l’artista di stone balance che ogni giorno scende nella spiaggia di sassi neri per realizzare le sue opere d’arte mettendo sassi in equilibrio.

La Signora delle Pietre ha fatto di tutto per mettere in salvo il giovane fenicottero che è stato poi recuperato dal Dipartimento di veterinaria dell’Asur di Ancona, su segnalazione della Guardia Costiera dorica.

L’animale è stato quindi monitorato dal Dott. Tesei dell’Asur, che ne ha constatato solo una momentanea debilitazione e il giorno successivo, su richiesta del Presidente dell’Enpa di Fabriano, Paolo Argalia, è stato trasferito presso le apposite strutture di Genga, nel Parco Gola della Rossa e Frasassi.

Fenicotter 2

Dopo una corretta cura e alimentazione e in base alla certificazione del Dott. Sandro Colombo, Equilibrio era finalmente pronto per essere rimesso in libertà.

Il 26 agosto il giovane fenicottero ha finalmente ritrovato il suo ambiente naturale scelto dal Corpo Forestale dello Stato di Comacchio.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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