“A Sirolo l’Amministrazione festeggia il 25 Aprile con i monarchici”

La denuncia del Circolo PD David Sassoli di Sirolo e Numana

Sirolo, 26 aprile 2022 – “Invitare alla celebrazione del 25 aprile i rappresentanti dell’Istituto Nazionale per la guardia d’onore alle reali tombe del Pantheon, con lo stemma della monarchia sabauda nei mantelli, è uno sfregio inaccettabile”.

Con questo incipit, il Circolo PD David Sassoli di Sirolo e Numana denuncia lo “spettacolo” che è andato in scena il 25 Aprile, a Sirolo, durante le celebrazioni per la liberazione d’Italia: «siamo rimasti allibiti nel vedere oggi (ieri, ndr), lo stemma dei Savoia, coloro che hanno contribuito alla scellerata ascesa di Mussolini prima e all’altrettanto nefasta entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania nazista. Avere invitato quelle persone in quella uniforme, significa non avere rispetto per tutti coloro che uniti nella Resistenza hanno contribuito con il proprio sangue alla fine dell’odioso regime fascista».

Sirolo – Con le fasce tricolori il sindaco Filippo Moschella e l’assessore Rossana Ippoliti in rappresentanza del Comune di Numana con i rappresentanti dell’Istituto Nazionale per la guardia d’onore alle reali tombe del Pantheon

La posizione del Circolo PD David Sassoli è netta, così come la denuncia rivolta alle Amministrazioni comunali di Sirolo e Numana che riportiamo di seguito integralmente:

«È inutile che si celebri la liberazione e poi si porti avanti il solito revisionismo di destra di cui non abbiamo bisogno, comune in questi ultimi tempi a molti esponenti di destra. Non ultimo, ricordiamo infatti il solito Ugo Filisetti, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche, che mette sullo stesso piano i nazifascisti con i partigiani, i difensori della dittatura, quali sono stati i Savoia, con i combattenti per la liberazione dal regime fascista e dall’occupazione nazista.

Denunciamo con fermezza l’Amministrazione comunale di Sirolo per aver organizzato questa celebrazione falsata. Facciamo anche notare che a Numana invece non ci sono proprio celebrazioni. Resta solo un breve rito per la deposizione delle corone che vengono fornite dall’Anpi, visto che il Comune non acquista più neanche quelle. Ci auguriamo che l’Amministrazione numanese ci ripensi e riesca ad organizzare un momento di commemorazione degno di questo nome.

Ci chiediamo perché sia stato distorto un momento di storia condivisa. Forse alcune destre non riescono a riconoscersi nei valori costituzionali fondanti della nostra Repubblica? Ricordiamo le parole di Paola Garelli, partigiana, in una lettera alla figlia, poco prima di essere fucilata da un plotone fascista: “Quando sarai grande capirai meglio. Ti chiedo una sola cosa: studia”. Aveva 28 anni».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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