Terremoto: Osimo chiude tutte le scuole per un giorno

Osimo – Scuole di ogni ordine e grado chiuse domani, 19 gennaio, su tutto il territorio osimano. Lo stesso vale per gli asili nido, le palestre scolastiche e il centro diurno per disabili. Le scosse di terremoto che ancora una volta hanno colpito il cuore dell’Italia si sono sentite forte e chiaro, questa mattina, a partire dalle ore 10.25.

Immediata l’evacuazione delle scuole e del palazzo comunale. In strada anche gli ospiti della Lega del Filo d’Oro. Visto l’allarme causato dal ripetersi dell’evento sismico – tre scosse a distanza di pochi minuti – il sindaco ha ordinato l’immediata chiusura delle sedi scolastiche e gli alunni sono stati rimandati a casa anzitempo.

Osimo. Volontari del centro operativo comunale
Osimo. Volontari del centro operativo comunale

Nella giornata di domani verrà notificata l’eventuale proroga alla chiusura degli istituti laddove se ne dovesse presentare la necessità.

Dalle 11.30 è entrato in funzione il Centro Operativo Comunale riunito all’interno dei locali di via Molino Mensa n. 64, nei pressi della sede della Croce Rossa. Già operativa la squadra della Protezione Civile locale che, oltre ad accogliere segnalazioni e richieste da parte della popolazione, ha iniziato l’attività di monitoraggio su tutto il territorio.

Al momento non sono state registrate criticità, se non la grande paura di uno spettro che non sembra volersi allontanare.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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