Taroccavano il contachilometri e falsificavano il libretto di manutenzione

Nei guai un commerciante rumeno e la titolare di un autosalone in Ancona

Osimo. I militari della locale Stazione, nel pomeriggio di ieri, nel corso di autonoma attività investigativa e a conclusione di indagini relative ad una denuncia verbalizzata lo scorso  20 novembre da  un 50enne osimano, denunciavano in Stato di Libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona per il reato di truffa, una coppia di pregiudicati anconetani identificati per: M.L., nato in Romania, classe 1987, residente ad Ancona, coniugato, commerciante di autovetture, e C.V., nata in Germania, classe 1989, residente ad Ancona, coniugata, titolare di autosalone in Ancona.

Sempre in auge la truffa del contachilometri con i numeri diminuiti
Sempre in auge la truffa del contachilometri con i numeri diminuiti

Le indagini espletate dai carabinieri osimani consentivano di raccogliere inconfutabili, gravi e precisi indizi di reità a carico dei prevenuti, che nel mese di settembre c.a.  mettevano in vendita sul sito internet www.subito.it, l’autovettura Peugeot 307 ad un prezzo di €. 3.700,00, somma non assicurata.

La stessa veniva acquistata in data 20 settembre dal 50enne osimano ma risultava essere stato manomesso il contachilometri in quanto dai Km. 160.000 originari era stato portato a Km. 90.000.

Inoltre, i due, in concorso avevano originato fraudolentemente un libretto di controlli e manutenzione con km. e timbri della concessionaria Peugeot falsificati, in quanto mai eseguiti.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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