Sorpresi a spaccare gli specchietti delle auto in sosta

La Polizia denuncia due osimani di 44 e 30 anni

Osimo, 8 luglio 2019 – Gli Agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Osimo, diretti dal Vice Questore Giuseppe Todaro, nello scorso fine settimana sono stati impegnati in servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal Questore della Provincia Claudio Cracovia al fine di prevenire ogni sorta di illegalità nella stagione estiva.

Gli Agenti hanno perquisito l’abitazione di un cittadino trentottenne che è stato trovato in possesso di cocaina, destinata allo spaccio nel mercato locale. È stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

Altre due denunce sono scattate nei confronti di due osimani di 44 e 30 anni per il reato di danneggiamento aggravato in concorso di auto in sosta. I due, a bordo della loro autovettura, accostavano le auto parcheggiate lungo la via e si divertivano a colpire deliberatamente gli specchietti esterni, per poi darsi alla fuga. Un “giochino” che è durato poco, però, perché un cittadino testimone del fatto ha pensato bene di chiamare il 113 per segnalare quello che stava accadendo, e fornendo puntuali e precise indicazioni per rintracciare i due vandali.

Il conducente, sottoposto al test dell’etilometro dal personale della volante, è risultato avere una concentrazione di alcool nel sangue che sfiorava i 2 m/l; per questo dovrà rispondere, oltre che del reato di danneggiamento aggravato, anche di guida in stato di ebbrezza alcoolica. Per l’osimano è scattato subito il ritiro della patente di guida e la sua auto è stata sottoposta a sequestro.

Per chiudere, gli Agenti hanno garantito l’ordine e la sicurezza pubblica alla Festa della Sangria che si è svolta a Casenuove e che notoriamente attira giovani e giovanissimi anche da fuori provincia.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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