Riapre la Piscina comunale di Osimo con diversi nodi da sciogliere

Achille Ginnetti consigliere di Progetto Osimo Futura chiede un intervento attivo del Sindaco per non perdere gli atleti del nuoto agonistico della Osimo Team Nuoto

Osimo, 16 settembre 2020 – Il sindaco Simone Pugnaloni ha presentato in conferenza stampa il nuovo gestore della piscina comunale di Osimo, la Team Marche di Jesi, e le relative attività. Dopo sette mesi di chiusura e due bandi per l’affidamento della gestione, è stata comunicata la data della riapertura che dovrebbe essere il 23 o il 24 settembre.

A quanto pare però non è ancora stata trovata un’intesa tra il nuovo gestore e il vecchio, la Osimo Team Nuoto. Diversi i nodi da sciogliere e su questi, e sulle responsabilità di Pugnaloni nel cercare di dipanarli, entra nel merito Achille Ginnetti, consigliere comunale di Progetto Osimo Futura.

Achille Ginnetti di Progetto Osimo Futura

«Tra una settimana la piscina comunale finalmente riaprirà ma ancora ci sono diversi nodi da sciogliere – dice Ginnetti – Ad esempio, non si sa se il personale che lavorava nell’impianto natatorio con il vecchio gestore sarà riassorbito. Il Sindaco si è limitato a dire che ha sollecitato un confronto tra il gestore uscente e quello entrante. Riteniamo invece che debba intervenire attivamente e mediare tra le due parti affinché il nuovo gestore trovi un accordo di collaborazione con la Team Osimo Nuoto, importante realtà del territorio».

C’è poi la questione prezzi e quella degli atleti agonistici della pallanuoto. «Se per spazi e tariffe del gruppo sincro c’è già un’intesa ed è in via di definizione quella della pallanuoto, rimane la preoccupazione per le sorti degli atleti del nuoto agonistico della Osimo Team Nuoto che potrebbero decidere di tesserarsi con altre società – conclude Ginnetti – Questo sarebbe un vero peccato e per Osimo significherebbe perdere una squadra d’eccellenza che negli anni ha riscosso innumerevoli successi».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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