Riaperture dal 16 maggio, Pugnaloni: “Siamo pronti!”

Proficua riunione in staff di Sindaco, Giunta e Tecnici comunali

Osimo, 15 maggio 2020 – Domani, 16 maggio, ad Osimo si riaprono tutti i parchi mentre per i cimiteri torneranno orari ordinari dal lunedì alla domenica. «Per i parchi rimasti chiusi sino ad ora chiedo un po’ di pazienza – la preghiera ai cittadini del sindaco Simone Pugnalonientro la settimana provvederemo al taglio erba».

Dalla proficua riunione in staff di Sindaco, Giunta e tecnici comunali sono scaturite tutta una serie di novità che riguardano la fase di ripartenza della città.

Osimo – Proficua riunione in staff di Sindaco, Giunta e Tecnici comunali

Intanto, lunedi 25 maggio riaprono le casette che erogano acqua potabile dopo lo stop forzato dovuto al Dpcm dello scorso 22 marzo. Poi, sempre da domani, riprendono le attività sportive individuali: «In bocca al lupo per la ripresa delle attività – l’augurio del primo cittadino osimano – negli impianti sportivi all’aperto della nostra città: pista d’atletica, sport rotellistici, tiro a segno, arcieri, ciclismo, circoli tennis, sport equestri».

Per quanto riguarda il commercio ambulante: «Abbiamo analizzato le linee guida in attesa del nuovo Dpcm di Conte o dell’ordinanza del Presidente della Regione – spiega Pugnaloni – Forse si riparte con una settimana di ritardo per meglio conciliare l’interpretazione delle norme sulla sicurezza per bar e ristoranti, che possono e devono ampliare i propri spazi nel rispetto del mercato settimanale».

Ad Osimo si vogliono fare le cose per bene, anche se questo implica qualche giorno in più a livello organizzativo: «Tutti devono provare a recuperare reddito perso in questi mesi – conclude Pugnaloni – È per questo che l’Amministrazione sul commercio prende una settimana di tempo per definire misure compensative di natura economica e spazi espositivi per tutti».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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