Pugnaloni rifà il tetto di Casa Cea. Il verde pubblico torna ad essere una priorità

Osimo. Bilancio di quattro anni di attività senza dubbio in verde (in tutti i sensi), quello stimato da La Confluenza di Osimo, associazione che si occupa della realizzazione di iniziative volte a conoscere e preservare gli ambienti naturali, nel rispetto della morfologia, della biodiversità e della storia di ogni luogo.

Una volontaria de La Confluenza illustra i progetti dell'associazione
Una volontaria de La Confluenza illustra i progetti dell’associazione

Un nuovo mattoncino alla già ammirevole impalcatura eretta dalla onlus osimana è stato ufficialmente aggiunto nella riunione annuale che si è tenuta la scorsa domenica nella sede di via Capanne 11. La novità giunge direttamente dalle parole del sindaco Pugnaloni: “Entro la fine dell’anno l’amministrazione comunale darà il via ai lavori di sistemazione del tetto del secondo piano di Casa Cea – ha annunciato il primo cittadino – rendendola così agibile per ospitare turisti e appassionati del paesaggio”.

Un intervento di 90 mila euro che La Confluenza anelava da anni. La casa colonica di via Capanne, che l’associazione ha trasformato in un Centro di Educazione Ambientale (CEA) riconosciuto dall’ente Regione, è stata ottenuta nel 2012 dai fondatori del progetto in sub-mandato tramite bando comunale, essendo l’immobile di proprietà della provincia di Ancona ma detenuta dal comune di Osimo in qualità di commodatario.

Ad oggi – così come negli ultimi quattro anni – solo il piano terra è regolarmente agibile e attrezzato, mentre il piano superiore e il tetto devono essere ristrutturati. Gli ambientalisti de La Confluenza hanno puntato i piedi di fronte alla mancanza di fondi pubblici che li ha costretti a ridurre gli spazi destinati alle varie iniziative ideate, cercando, a più riprese, di allacciare un dialogo con gli enti comunali e provinciali di competenza.

Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni
Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni

Finalmente sembra che la loro perseveranza sia stata premiata. La mesa a norma dell’intero stabile potrà dar vita a un progetto di turismo sostenibile capace di assicurare maggiore visibilità alla zona e creare nuovi posti di lavoro, nonché consentire all’associazione di ospitare gruppi scout o scolaresche durante la notte. Come evidenziato dal sindaco Pugnaloni: «ci sarà la possibilità di incrementare il turismo religioso, trasformando l’area verde osimana in un crocevia in grado di collegare  le ultime tappe dei cammini francescani che arrivano dalla terra umbra, ovvero il santuario di Campocavallo e la basilica di Loreto, entrambi a pochi chilometri di distanza».

Un altro progetto a cui il comune si sta interessando riguarda la realizzazione di una ciclovia che permetterà di affiancare, a piedi o in sella alla bicicletta, il fiume lungo tutto il suo percorso, dalla sorgente fino alla foce, ovvero da Santa Maria Nuova a Porto Recanati. «Un’iniziativa che coinvolgerà famiglie e sportivi – ha aggiunto Pugnaloni – insieme a tutti coloro che transiteranno per la nostra meravigliosa città. Si tratterà di un vero  esempio di dialogo istituzionale tra la Regione Marche e tutti i Comuni coinvolti che insieme si sono impegnati sottoscrivendo un protocollo d’intesa».

La Confluenza ha aderito all'iniziativa Puliamo il mondo liberando le rive del Musone da rifiuti e sporcizia
La Confluenza ha aderito all’iniziativa Puliamo il mondo liberando le rive del Musone da rifiuti e sporcizia

Una vittoria del verde, dunque, tornato ad essere una priorità collettiva. Negli anni di attività, la Confluenza è riuscita a trasformare l’area naturale confinante con le frazioni di Campocavallo e Passatempo in un grande giardino-scuola. Oltre alla creazione e alla manutenzione costante di sentieri, percorsi e aree di ristoro, i volontari osimani hanno dato vita a progetti didattici ideati in collaborazione con le aziende agricole e altre realtà della zona. Una di queste è il museo del Covo di Campocavallo, al quale gli ecologisti si appoggiano per organizzare laboratori sull’arte dell’intreccio delle spighe di grano. Tra le altre iniziative proposte a grandi e piccini ci sono attività riguardanti il compostaggio e il riciclaggio consapevole, il contatto con l’agricoltura biologica, la conoscenza del mondo animale e vegetale, la scoperta dei biocolori.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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