Progetto Osimo Futura: “chiarezza e trasparenza su Astea Energia”

La lista di Achille Ginnetti si aggiunge al coro preoccupato per la vicenda truffa che vede coinvolte Astea Energia e il socio di maggioranza Sgr Rimini

Osimo, 25 marzo 2021 – «Siamo molto preoccupati della mancanza di trasparenza sulla vicenda che vede coinvolto il dottor Castiglione, direttore (o ex?) di Astea Energia spa, che ha autorizzato il pagamento di 600.000 euro a un intermediario per l’acquisto di un’azienda in Ungheria, poi rivelatasi una truffa».

Anche la lista Progetto Osimo Futura di Achille Ginnetti si unisce al coro preoccupato che ormai da giorni segue in città la vicenda-truffa che ha investito Astea Energia e Sgr Rimini, e lo fa chiedendo massima chiarezza sull’operazione: «Innanzitutto perché Astea Energia spa è una società partecipata al 24% da Astea spa (quindi dal Comune di Osimo e da altri Comuni vicini), ma soprattutto per tutte quelle famiglie che periodicamente pagano le bollette di luce e gas non certo economiche».

Achille Ginnetti di Progetto Osimo Futura

Astea Energia e Astea hanno assicurato che la cifra verrà recuperata.  «Staremo a vedere, ma c’è da star tranquilli? A noi sembra proprio di no, la situazione non è affatto chiara e, in attesa che le indagini facciano il loro corso, ci sorgono domande molto inquietanti:

  • Il CdA di Astea Energia spa può delegare le sue attribuzioni solo ai suoi componenti e non a terzi: perché alcune sono state conferite al Direttore generale?
  • Il Direttore generale può concludere contratti di agenzia, stabilendone i termini e le condizioni e firmando i documenti necessari al loro perfezionamento, nei limiti di 25.000 euro per ogni singolo contratto: come mai ha autorizzato un pagamento di 600.000 euro?
  • Il CdA, in quanto suo dovere, ha verificato se Castiglione ha compiuto altre operazioni eccedendo i limiti di spesa concessi?
  • L’acquisto di una partecipazione, con una commissione di 600.000 euro, difficilmente può considerarsi un atto di ordinaria amministrazione: c’è quantomeno una delibera del CdA che ha avallato tale acquisto?
  • L’acquisizione di un’azienda in est Europa, rientrava nel piano strategico di Astea Energia? E per quali ragioni?
  • Astea spa, tramite i consiglieri di amministrazione da lei designati, era al corrente di questa operazione?

Appare, quindi, sulla base di quanto riportato dalla stampa, che Castiglione ha agito al di fuori di quanto legittimato a fare – conclude Progetto Osimo Futura – Il CdA non doveva forse prendere provvedimenti nei suoi confronti? Oltretutto, esistono tre amministratori delegati (di espressione del socio di maggioranza Sgr Rimini), due dei quali possono fare la stessa cosa ma senza limiti di importo. Perché, dunque, attribuire deleghe anche a Castiglione?»

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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