Positivi al Covid: Osimo al di sopra della soglia di sicurezza

Sono 62 i contagi nella sola fascia 45 – 64 anni su un totale di 198

Osimo, 4 marzo 2021 – Non accenna a diminuire ad Osimo la situazione dei contagi da Covid-19 e sue varianti. A preoccupare è il diffondersi della pandemia anche tra quelle fasce d’età che fino a qualche mese fa sembravano le meno a rischio.

A rendere conto della situazione dei contagi è il sindaco Simone Pugnaloni, che pubblica un report aggiornato al 28 febbraio e suddiviso proprio per fasce d’età.

«Ad oggi i contagi sono in aumento – fa sapere Pugnaloni – e siamo di gran lunga sopra la soglia di sicurezza. In attesa che venerdì  il presidente Francesco Acquaroli decida sulla provincia di Ancona, i dati della settimana che va dal 22 al 28 febbraio per la nostra città sono i seguenti:

Numero dei contagi: 198, così suddivisi:

fascia d’età 00 – 18, 37 contagi

fascia d’età 19 – 24, 27 contagi

fascia d’età 25 – 44, 36 contagi

fascia d’età 45 – 64, 62 contagi

fascia d’età 65 – 79, 28 contagi

fascia d’età 80 – 84,   5 contagi

fascia d’età over 85,  3 contagi

Simone Pugnaloni, sindaco di Osimo

La fascia in età scolastica non risulta essere ancora quella più contagiosa – continua il primo cittadino osimano – rappresentando solamente il 20% del totale contagi. Mascherina, distanziamento sociale ed uscire di casa solo se necessario è nostro dovere per vincere questa battaglia contro il Covid.

Il Comune, per ogni caso di positività che viene riscontrato tra i suoi dipendenti, rispetta i protocolli Covid-19 per la sicurezza dei colleghi e dell’utenza finale. È probabile che la Regione confermi la zona rossa, una grande limitazione causa nostra, rispettiamo le regole per tornare quanto prima alla normalità. La speranza è che lo Stato e la Regione doni a tutti noi il vaccino nel più breve tempo possibile!»

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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