Osimo – Vittima di un incidente stradale denunciato per uso di droga

Finito in ospedale viene tradito dagli esami di routine

Osimo – Un incidente stradale con feriti avvenuto nella serata del 31 luglio scorso in Castelfidardo, era stato causato da una donna, C. A., nata a Loreto nel 1975 e residente a Castelfidardo, coniugata, operaia, incensurata; e da un uomo, P. P., nato e residente a Osimo, classe 1970, celibe, nullafacente, pregiudicato.

Un controllo stradale dei carabinieri

Al termine dei rilievi tecnici i carabinieri avevano accertato che la donna, alla guida di una Lancia Y nera, nell’effettuare la svolta a sinistra ometteva di dare la precedenza alla moto Honda Transalp, proveniente in senso opposto e condotta dall’uomo.

Quest’ultimo, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Torrette di Ancona veniva dimesso il 4 agosto con una prognosi di 45 giorni salvo complicazioni.

Ieri pomeriggio, al termine delle indagini, i due sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica del tribunale di Ancona. Lei, per lesioni personali gravi a seguito di sinistro stradale, lui per guida sotto l’influsso di sostanze stupefacenti.

Già, perché a P. P., mentre era ricoverato a Torrette, sono stati fatti tutta una serie di esami dai quali è risultato positivo alla “cocaina” per un valore di 198 ng/ml e ai “cannabinoidi” per un valore di 89 ng/ml.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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