Osimo val bene una visita!

Cinque pacchetti turistici appositamente pensati per mettere in mostra i capolavori Sibillini e la città che li ospita

Osimo caput mundi! È stato appena siglato uno speciale accordo tra il Comune, l’associazione Riviera del Conero e Colli dell’Infinito e il tour operator jesino Esitur che inserisce la città dei senza testa tra le maggiori bellezze artistico-culturali e paesaggistiche della Regione.

Quest’anno Osimo sarà tappa fissa per i vacanzieri in virtù non solo dei tesori “autoctoni” ma anche di quelli “importati”, o meglio, ospitati.

Il taglio del nastro della mostra Capolavori Sibillini, lo scorso febbraio, insieme a Dario Franceschini
Il taglio del nastro della mostra Capolavori Sibillini, lo scorso febbraio, insieme a Dario Franceschini

L’esposizione “Capolavori Sibillini: l’arte dei luoghi feriti dal sisma” in mostra a Palazzo Campana fino al prossimo ottobre è stata infatti inserita all’interno di tutti i pacchetti turistici proposti dal tour operator Esitur per l’imminente stagione estiva.

Da giugno a settembre, sia che la vacanza duri un solo giorno oppure quattro, sia che ci si muova dalle zone di mare (la Riviera del Conero), o da quelle montane (ad esempio Frasassi), il nome di Osimo compare sempre sull’itinerario stabilito dall’agenzia.

Le varie proposte turistiche sono state approvate lunedì 20 presso la Sala Vivarini alla presenza del sindaco Pugnaloni e dell’assessore Michela Glorio che ha seguito in prima persona l’evolversi del progetto.

da sinistra: Massimo Paolucci, Daniele Crognaletti, Simone Pugnaloni, Michela Glorio
da sinistra: Massimo Paolucci, Daniele Crognaletti, Simone Pugnaloni, Michela Glorio

Insieme a loro il presidente dell’associazione Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, Massimo Paolucci e Daniele Crognaletti di Esitur, il quale ha affermato che: «Una parte del ricavato, al netto dei costi sostenuti, sarà devoluto in beneficienza alle popolazioni colpite dal sisma».

Soddisfatta l’assessore Glorio che ha caldamente ringraziato i due enti con i quali il Comune ha iniziato a collaborare per il coraggio con cui hanno accettato di scommettere su un prodotto turistico nuovo, con tempi di promozione e realizzazione limitati a un semestre.

Non da meno il primo cittadino Pugnaloni che ha voluto dedicare un pensiero a Marina Serraiocco, la commerciante osimana che ha perso la vita nella tragedia dell’Hotel Rigopiano lo scorso gennaio: «Era sempre disponibile a tenere aperta la sua attività anche nei giorni festivi per offrire un servizio ai turisti».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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