Osimo – Una chitarra per Gagliole, con il cuore grande di Giacomo Scattolini

Concerto di beneficenza ad Appignano pro terremotati

Osimo – Ripartire per i bambini, risorgere dalla musica. Domenica 8 gennaio, dalle ore 18, l’ex circolo cittadino di via Nicola Mei ad Appignano ospita “Una chitarra per i terremotati”, un concerto di beneficenza organizzato per sostenere Gagliole, uno dei Comuni del maceratese spezzati dal terremoto dello scorso 26 ottobre.

Il paese di Gagliole, nel maceratese
Il paese di Gagliole, nel maceratese

Prima che le lancette dell’orologio si congelassero alle 21.18 di quel drammatico mercoledì sera, l’amministrazione della cittadina aveva stanziato cinque mila euro per realizzare un parco giochi per bambini e famiglie. Oggi quei soldi non ci sono più. Dopo lo sciame sismico, Gagliole si è vista costretta a rivalutare le priorità e il progetto del parco è scivolato in secondo piano. Finché a qualcuno è venuto in mente di riportarlo all’attenzione pubblica.

Quel qualcuno è Giacomo Scattolini, appignanese d’origine ma da una vita residente a Osimo, il quale ha ideato un progetto “dal basso” capace di lanciare un segnale concreto di vicinanza al paese colpito dalla calamità, regalando alla popolazione, insieme all’anelato parco giochi, una boccata di rinnovata normalità. Da qui la scelta di una serie di iniziative tra cui balli popolari e taglieri solidali che hanno permesso di raccogliere in pochissimo tempo 1.500 euro.

Cesare e Carlo Sampaolesi due dei musicisti che si esibiranno domenica 8 gennaio
Cesare e Carlo Sampaolesi due dei musicisti che si esibiranno domenica 8 gennaio

Domenica 8, un nuovo appuntamento interamente dedicato a Gagliole. Ad accogliere la proposta di Scattolini sono stati questa volta cinque giovani musicisti locali: alla chitarra il fidardense Cesare Sampaolesi, neo diplomato al conservatorio di Fermo – nonché nipote di Giacomo e co-organizzatore dell’evento – alla fisarmonica il fratello minore Carlo, al pianoforte ancora una castellana, Annalisa Giulietti, anche lei fresca di conservatorio. Da Serra dei Conti proviene invece la voce di Noemi Villani, mezzosoprano, mentre da un’altra terra ferita dal terremoto, San Ginesio, arriva Chiara Lucia Cavagliano accompagnata dal suo violino.

Il quintetto proporrà al pubblico un repertorio di musica classica vastissimo che dalla Spagna giungerà fino alle coste dell’America Latina. Allo spettacolo farà seguito un aperitivo solidale il cui ricavato, insieme alle donazioni del concerto – a ingresso gratuito – sarà interamente devoluto al  borgo dell’entroterra maceratese. L’evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Appignano insieme alla collaborazione della Proloco e dell’Uni Auser cittadine.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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